Dopo un mese di ricerche il cadavere di Giuseppe è stato trovato in un pozzo

(Websource/Archivio)

Sin dal giorno della sua scomparsa, i suoi familiari hanno temuto il peggio: Giuseppe Sansanelli, infatti, aveva appena perso il posto di lavoro. Impiegato da tempo in una fabbrica nei pressi di Sant’Arcangelo, in Basilicata, il ragazzo era andato allo scontro con i proprietari perché desiderava avere maggiore tutela sul posto di lavoro. Da tempo utilizzava dei particolari guanti per proteggere le sue mani da eventuali incidente, ma questo lo rendeva più lento manualmente e abbassava la produttività anche degli altri impiegati. La divergenza creatasi ha portato il titolare della ditta a licenziare Giuseppe due giorni prima di Natale, il 23 dicembre.

Da quel giorno nessuno a Sant’Arcangelo ha più visto Giuseppe. Le ricerche sono durate più di un mese finché un uomo non ha chiamato i Carabinieri dicendo di aver trovato un cadavere all’interno del proprio pozzo. L’uomo ha anche specificato che fino ad un paio di giorni prima il cadavere non era presente. Giunti sul luogo, i Carabinieri hanno esaminato la scena e portato il cadavere in obitorio per il riconoscimento. Chiarito che si trattava di Giuseppe Sansanelli, i gendarmi hanno richiesto un’autopsia sul cadavere per stabilire le cause della morte. Le circostanze del ritrovamento, infatti, sono sospette e si ipotizza che qualcuno lo possa aver ucciso in un altro luogo per poi occultarne il cadavere in un secondo momento. Al momento, però, si tratta di semplici congetture dato che non esisterebbe nemmeno un movente per l’eventuale assassinio.

F.S.