casette

(screenshot Youtube)

I terremotati del Centro Italia continuano a vivere situazioni di disagio: grande è la preoccupazione di chi è tornato da poco nelle “casette”, che peraltro hanno problemi strutturali, e deve anche fare i conti con la fine della sospensione del pagamento dei tributi. Qualche giorno fa, era emerso il caso di Amatrice, dove le condizioni di molte Sae sono fatiscenti. Ora il portale Today denuncia un nuovo caso che fa discutere: “Vivere in una Sae con 600 euro di pensione. E vedersi arrivare 582 euro di bolletta del gas”. E’ accaduto ad Accumoli, in frazione Macchia, ma la situazione sarebbe simile a molte altre.

Cosa viene denunciato? Le casette sono servite da gas Gpl mediante un unico bombolone con consumi poi ripartiti in base ai singoli moduli. Al pensionato che ha deciso di raccontare quanto accaduto è arrivata una bolletta da 582 euro, poiché l’accensione del riscaldamento tra novembre e dicembre ha comportato il consumo di 144 metri cubi di gas Gpl che al prezzo di 3.5 € al metro cubo. Ma la sua situazione sarebbe appunto quella di molti altri: nelle Sae, infatti, non è possibile installare sistemi di riscaldamento alternativi, in quanto pregiudicherebbe la garanzia. Bisogna ricordare che il gpl costa molto di più del metano e anche se vi sono delle convenzioni per far ottenere ai terremotati sconti del 40% sulle tariffe, il costo è ancora molto elevato.

Il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, ha spiegato a Today: “Abbiamo già avanzato una richiesta al capo del dipartimento della Protezione Civile per venire incontro ai nostri concittadini. Siamo già a conoscenza di questi casi e ci stiamo già muovendo di conseguenza perché si tratta di una situazione insostenibile. In queste aree le case erano tutte munite di termostufe o camini a legna o stufe a pellet”. Il primo cittadino chiarisce: “Ogni modifica all’impianto con cui sono state consegnate le Sae deve essere approvata dal consorzio nazionale dei servizi, pena la decadenza della garanzia. Se succedesse qualcosa, un incendio come un’intossicazione da monossido, chi si assumerebbe la colpa?”, si chiede.

Poi avanza alcune ipotesi: “La tariffa con cui i fornitori garantiscono ai cittadini che vivono nelle Sae il gas Gpl è già scontata del 40%, ho avanzato la richiesta al Dipartimento della Protezione Civile affinché interceda con l’autorità per l’energia per dimezzare i costi stabilendo per queste aree disagiate un’equiparazione del costo del rendimento tra Gpl e Metano”. Altrove, qualcosa è stato fatto: ad esempio, nelle Marche viene proposto un “contratto a garanzia” per evitare speculazioni e nella vicina Amatrice una delle battaglie del sindaco Pirozzi è stata quella di equiparare le Sae alla prima casa.