Vladimir Putin oggi 4 luglio 2019 in Italia per una visita lampo, la denuncia di Coldiretti: quanto costa l’embargo alla Russia.

vladimir putin italia

(ALEXEY NIKOLSKY/AFP/Getty Images)

Oggi 4 luglio 2019, il Presidente della Federazione russa Vladimir Putin sarà a Roma: prima l’incontro con Papa Francesco in Vaticano, quindi con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, infine lo ‘Zar’ sarà a Palazzo Chigi dove vedrà il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. In serata, è prevista una cena diplomatica. Nell’agenda del presidente russo ci sono vari temi che saranno toccati, compresi i legami economici e commerciali tra Italia e Russia. Già a ottobre 2018, il premier Conte aveva definito la Federazione russa “un partner di riguardo”, ma sullo sfondo resta ancora l’embargo deciso quasi 5 anni fa con decreto n. 778 del 7 agosto 2014, dopo la crisi tra Russia e Ucraina.

La denuncia di Coldiretti in occasione della visita di Putin

A tal proposito, proprio in occasione della visita di Putin in Italia, la Coldiretti ha snocciolato alcuni dati: “Le esportazioni agroalimentari made in Italy in Russia hanno perso oltre un miliardo di euro negli ultimi cinque anni a causa del blocco che ha colpito una importante lista di prodotti agroalimentari con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia”. La Coldiretti evidenzia anche che il settore agroalimentare italiano è “l’unico settore colpito direttamente dall’embargo che ha portato al completo azzeramento delle esportazioni dei prodotti presenti nella lista nera, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, dal prosciutto di Parma a quello San Daniele, ma anche frutta e verdura come le mele, soprattutto della varietà Granny Smith dal colore verde intenso e sapore leggermente acidulo particolarmente apprezzate dai cittadini russi”.

Sul tema, il presidente dell’organizzazione Ettore Prandini evidenzia il “costo insostenibile per l’Italia e l’Unione europea ed è importante che si riprenda la via del dialogo” e mette in luce come “ancora una volta il settore agroalimentare è stato merce di scambio nelle trattative internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale”. Viene inoltre ribadito che al danno economico diretto si deve sommare quello ‘indiretto‘ delle perdite “dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il made in Italy. Nei supermercati russi si possono ora trovare fantasiosi surrogati locali che hanno preso il posto dei cibi italiani originali”. In conclusione, si mette in evidenza che “nel 2018 l’export agroalimentare italiano è cresciuto del 7% rispetto all’anno precedente raggiungendo i 561 milioni di euro grazie ai comparti non colpiti dall’embargo, come il vino, le paste alimentari, pomodori pelati e polpe, tabacchi e olio, a conferma della fame d’Italia dei cittadini russi”.