L’otto luglio del 1978, Sandro Pertini diventa il settimo presidente della repubblica, il primo ed unico esponente del Partito Socialista Italiano a ricevere questa carica.

In un’Italia ancora sconvolta dai vari attentati, ma soprattutto dall’omicidio di Aldo Moro, Sandro Pertini diventa presidente della Repubblica e sarà una figura chiave per la rinascita italiana.

Infatti Pertini riuscì ad essere l’interprete perfetto per immedesimarsi nei problemi del popolo italiano, grazie al suo carattere schietto e diretto, la cui storia lo avvicina ancora di più alla gente comune.

Chi era Sandro Pertini

Sandro Pertini nacque a Stella, in provincia di Savona il 25 settembre 1896. La sua vita è caratterizzata dal coraggio, che spesso mette in gioco pur di difendere i suoi ideali socialisti. Infatti proprio per difendere la sua corrente di pensiero, viene spesso incaracerato durante il ventennio fascista. Inoltre sotto la dittatura di Mussolini, riceverà spesso il confino.

Dopo il periodo fascista, Sandro Pertini diventa il direttore del giornale socialista Avanti!. Dall’aprile 1947 al giugno 1968 fu anche direttore del giornale genovese Il Lavoro.

Dal 1948, Sandro Pertini assume la carica di Senatore e poi per due volte, riceverà l’incarico di presidente della Camera.

Durante la sua carriera politica, Sandro Pertini volle opporsi anche contro la NATO, vista dal presidente come uno strumento di guerra, di funzione antisovietica, nell’intento di dividere l’Europa e di scavare un solco sempre più profondo per separare il continente europeo.

Il suo pensiero politico, inoltre, era intriso di ideali che avevano ispirato la democrazia parlamentare e repubblicana, nata dall’esperienza della Resistenza Partigiana. Inoltre era solito rispettare anche la fede politica altrui proprio per il suo opporsi al regime fascista che non permetteva la libertà di pensiero.

Lo Stile Pertini

Sandro Pertini si distinse dai suoi predecessori, proprio per il suo modo di fare. Infatti Pertini partecipava attivamente alla vita politica del paese, trasformando anche la visione del suo potere. Mentre prima dell’Elezione di Pertini, la carica di Presidente della Repubblica era vista solamente come una lettura notarile dei poteri presidenziali, ora la stessa carica si poteva avvalere del “potere di esternazione“, con il presidente in grado di agire attivamente ad ogni problema del paese. Proprio per il suo prestigio tra il popolo, Pertini difficilmente veniva contestato dai politici rivali. Inoltre l’ex Presidente della Repubblica, era in grado di metterci la faccia sia negli avvenimenti più brutti del paese sia negli avvenimenti lieti, come la vittoria dell’Italia ai mondiali di calcio del 1982. Storica divenne la foto della partita a carte con Zoff, Bearzot e Franco Causio, con la Coppa del Mondo a fare da centro tavola.

 

lL.P.