Il 9 luglio 2006, l’Italia si laurea campione del mondo per la quarta volta, ripercorriamo il glorioso cammino degli azzurri.

Il campionato del mondo del 2006 fu una grande gioia per tutto il popolo azzurro. Un mondiale nato dalla voglia di rivalsa dallo scandalo di Calciopoli che ebbe come protagonista la Juventus e tante squadre di prima fascia della Serie A tra cui Milan e Lazio. Quello fu un mondiale nato da un silenzio assordante degli azzurri e sfociato nel grande ed orgoglioso grido di vittoria del 9 luglio 2006. Adesso andiamo a ripercorrere l’impresa degli azzurri tappa per tappa.

Il girone degli azzurri

L’Italia viene sorteggiata nel Gruppo E, assieme a Ghana, Repubblica Ceca e Usa, in un girone insidioso ma abbordabile per gli azzurri. Il mondiale della squadra di mister Marcello Lippi, si apre contro gli africani. Dopo ripetuti attacchi, Andrea Pirlo riesce a sfondare il muro ghanese con un tiro a giro da fuori area. Ci pensera poi, Vincenzo Iaquinta a chiudere la pratica con un goal in contropiede.

Il secondo incontro vede gli azzurri impegnati contro gli USA. Quello contro gli americani fu l’unico passo falso degli azzurri in questo mondiale. Infatti dopo il vantaggio italiano con Alberto Gilardino, gli Usa pareggiano i conti grazie ad uno sfortunato autogol di Cristian Zaccardo.

Così alla terza partita del girone la squadra di Lippi si gioca la qualificazione contro la Repubblica Ceca. I cechi partono forte ed a peggiorare la situazione ci si mette l’ennesimo infortunio di Alessandro Nesta. Ma quello fu il vero momento sliding doors del mondiale. Al suo posto entra Marco Materazzi, che mette subito la sua firma sul mondiale, con un grande colpo di testa da calcio d’angolo. Gli azzurri poi vinceranno 2-0 la gara grazie al famoso goal in contropiede di Pippo Inzaghi accompagnato dalla storica corsa di Simone Barone.

Da Kaiserslautern a Dortmund

Da qui in poi il cammino degli azzurri è qualcosa di davvero mistico. Agli ottavi la squadra di Lippi affronta Fritz Walter Stadium di Kaiserslautern l’Australia. La partita è abbastanza nervosa e verrà risolto da un rigore abbastanza dubbio conquistato da Fabio Grosso e trasformato da Francesco Totti.

Così l’Italia vola ad Amburgo per i quarti di Finale contro l’Ucraiana. Prima della partita arriva la notizia del tentato suicidio di Gianluca Pessotto. I ragazzi di Marcello Lippi dedicheranno quella partita proprio al terzino della Juventus, giocando a ritmo altissimo ed offrendo una prestazione di livello asssoluto. Già al sesto minuto si va in vantaggio con un grandissimo goal da fuori area di Gianluca Zambrotta. Poi la partita verrà archiviata dalla doppietta di Luca Toni. Così si vola in semifinale a Dortmund, contro i padroni di casa.

A Dortmund è una vera e propria partita di nervi. L’Italia subisce i continui attacchi tedeschi, grazie ad una storica prestazione del capitano, Fabio Cannavaro. Novanta minuti non bastano, si va ai supplementari. I tedeschi continuano ad attaccare, ma dagli sviluppi di un calcio d’angolo nasce il goal degli azzurri. Palla tagliata al centro, messa malamente fuori dai tedeschi, la palla finisce sui piedi di Pirlo, che temporeggia e la serve a Grosso che di prima intenzione calcia e la infila nelò’angolino, dove Lehmann non può arrivare. La Germania prova a reagire al goal degli azzurri, ma in contropiede Alessandro Del Piero, servito da Gilardino, serve il colpo del KO. Si vola a Berlino.

9 Luglio 2006, la finale di Berlino

A Berlino l’Italia affronta la Francia di Zinedine Zidane. Gli azzurri sono carichissimi dopo aver eliminato i padroni di casa, ma la Francia non è da meno. La squadra transalpina infatti, ha eliminato ai quarti il Brasile ed in semifinale il Portogallo.

La partita si mette subito in salita per gli azzurri, al sesto minuto Marco Materazzi atterra in area Florent Malouda, è rigore. Dal dischetto Zinedine Zidane non perdona ed è 1-0 per la Francia. Ma l’Italia non ci sta e reagisce al diannovesimo minuto. Da un calcio d’angolo, Materazzi salta più in alto di tutti ed impatta la gara, 1-1.

La partita non si sblocca e si va ai supplementari. Un miracolo di Buffon su un colpo di testa di Zidane salva il risultato. E poi al 110′ è proprio il campione francese a farsi espellere per una testata a Materazzi. Si va quindi ai calci di rigore.

Per la squdra di Lippi segnano Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero. Per la Francia invece Trezeguet colpisce la traversa. La palla del destino ce l’ha Fabio Grosso, che prende la rincorsa e calcia il rigore della vittoria.

Così il 9 luglio 2006, l’Italia si laurea per la quarta volta Campione del Mondo. Da quel giorno, il cielo sarà sempre azzurro sopra Berlino.

L’urlo di Caressa dopo il rigore decisivo di Fabio Grosso –>

L.P.

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