Rapporti di lavoro finti e rimborsi da parte dello Stato veri: così funzionava la truffa all’Inps scoperta dalla Procura di Palmi e che ha coinvolto quasi 170 persone.

Truffa all’Inps di dimensioni notevoli, con il trucco di associazioni sindacali fittizie: la scoperta dei finanzieri di Gioia Tauro, coordinati dalla Procura della Repubblica di Palmi. Un’operazione che ha portato ad emettere undici misure cautelari in carcere. L’intervento ha anche prodotto un maxi sequestro preventivo nei confronti complessivamente di 152 persone che sarebbero coinvolte, con ruoli diversi nella frode ai danni dello Stato.

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Truffa all’Inps, la Finanza ha scoperto il raggiro in Calabria

Indennità previdenziali non dovute, ottenute con lavori fittizi. Così andava avanti da tempo in Calabria una truffa che secondo le stime della Guardia di Finanza avrebbe provocato rimborsi non dovuti da parte dell’Ente pari ad almeno 750mila euro.

Tutto è partito da una denuncia presentata dagli ispettori della sede di Cosenza dell’ente. Così, dopo un’attività di controllo sul loro territorio hanno verificato l’esistenza di una serie di associazioni sindacali registrate ma non operanti realmente. E tramite loro venivano attivati diversi rapporti di lavoro che portavano poi a rimborsi da parte dello Stato.

In realtà si trattava dell’ennesima truffa all’Inps perché quei lavori non erano mai stati eseguiti. Lo hanno scoperto i finanzieri di Gioia Tauro, assistiti dai colleghi del Comando Provinciale di Reggio Calabria e da personale specializzato del Nucleo Pef (sta per Polizia Economico-Finanziaria) di Roma.

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Raggiro all’Inps: i risultati dell’operazione in Calabria

Undici le persone arrestate (tra loro anche una donna) nell’operazione ribattezzata ‘Ghimpu’, residenti tra Gioia Tauro, Palmi, Reggio Calabria e Roma. Queste vengono accusate dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dell’Inps. Ma ci sono anche altri 152 soggetti che in qualche modo hanno contribuito al raggiro. Costoro ottenevano una serie di rimborsi non dovuti per prestazioni mai effettuate.

L’inchiesta è stata coordinata da Ottavio Sferlazza, Procuratore di Palmi, e dai sostituti Ignazio Vallario e Daniele Scarpino. L’ipotesi è che quattro delle persone arrestate fossero materialmente a capo dell’organizzazione criminale e avessero anche ideato la truffa all’Inps. Si ipotizza che siano coinvolti anche alcuni consulenti del lavoro locali.

A quale era il metodo utilizzato per questo guadagno illecito? Veniva costituita una serie di associazioni sindacali in realtà non operative, ma con sedi in apparenza regolare così come i legali rappresentanti. Poi si instauravano rapporti di lavoro finti per ottenere le normali prestazioni previdenziali previste, come quelle per malattia, maternità e disoccupazione.

F.D.