120 anni di Fiat: chi era Gianni Agnelli, simbolo dell’Italia nel mondo

Gianni Agnelli, meglio conosciuto come “l’Avvocato”, per molti anni è stato il vero e proprio emblema del capitalismo italiano.

Il primo luglio 1899 viene costituita la Fiat, la cui fondazione ufficiale è fissata davanti al notaio Ernesto Torretta l’11 luglio 1899. Oggi, 120 anni dopo, il gruppo Fca festeggia inaugurando a Mirafiori il primo robot per la nuova linea della Fiat 500 Bev, la nuova vettura elettrica della casa automobilistica. All’azienda automobilistica è indissolubilmente legata la figura di Gianni Agnelli, ‘l’Avvocato’.

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Chi era Gianni Agnelli, simbolo dell’Italia nel mondo

Giovanni Agnelli detto Gianni, meglio conosciuto come “l’Avvocato“, per molti anni il vero e proprio emblema del capitalismo italiano, nasce a Torino il 12 marzo 1921. I genitori lo chiamano con il nome del suo mitico nonno, il fondatore della Fiat, quella “Fabbrica Italiana Automobili Torino” che lo stesso Gianni porterà ai suoi massimi fulgori dopo gli anni passati come apprendistato, in qualità di vicepresidente, all’ombra di Vittorio Valletta.

Gianni Agnelli ha sposato Marella Caracciolo dei Principi di Castagneto nel 1953, nella sontuosa cornice del castello di Osthoffen, a Strasburgo. Dalla moglie, morta nel 2019, ha avuto i figli Edoardo e Margherita Agnelli. La coppia ha avuto 8 nipoti, nati dalla secondogenita. Si tratta dei famosi John e Lapo Elkann (che Margherita Agnelli ha avuto da Alain Elkann) e di Ginevra, Pietro, Sofia, Maria, Anna e Tatiana (nati da Margherita Agnelli e Serge de Pahlen). Gianni e Marella Agnelli, nel tempo, sono diventati icone di stile e coniugi sempre al centro dell’attenzione mediatica. Lei era una donna raffinata e colta, nata principessa e diventata una grande collezionista d’arte e designer.

Gianni Agnelli passa il testimone. La morte soltanto sette anni dopo

Nel 1991 è nominato senatore a vita da Francesco Cossiga mentre, nel 1996 passa la mano a Cesare Romiti (rimasto in carica fino al 1999). E’ poi la volta di Paolo Fresco presidente e del ventiduenne John Elkann (nipote di Gianni) consigliere d’amministrazione, succeduto all’altro nipote, Giovannino (figlio di Umberto e Presidente Fiat in pectore), scomparso prematuramente in modo drammatico per un tumore al cervello.

Brillante e assai capace, doveva essere lui la futura guida dell’impero Fiat. La sua morte ha sconvolto non poco non solo lo stesso Avvocato, ma tutti i piani di successione dell’immensa azienda familiare. In seguito, un altro grave lutto colpirà il già provato Avvocato, il suicidio del quarantaseienne figlio Edoardo. Fu vittima di un dramma personale in cui forse si mescolano crisi esistenziali e difficoltà a riconoscersi come un Agnelli a tutti gli affetti, con gli onori ma anche gli oneri che questo comporta.

Il 24 gennaio 2003 Gianni Agnelli, dopo una lunga malattia si spegne. La camera ardente viene allestita nella pinacoteca del Lingotto, secondo il cerimoniale del Senato, mentre i funerali si svolgono nel Duomo di Torino in forma ufficiale e trasmessi in diretta da Rai Uno. Seguiti con commozione da un enorme folla, le cerimonie hanno incoronato definitivamente Gianni Agnelli come il vero monarca italiano.