Nell’istanza che Carola Rackete depositerà venerdì in Procura a Roma si ipotizzano i reati di istigazione a delinquere e diffamazione.

Era stata annunciata nei giorni scorsi la querela di Carola Rackete contro Matteo Salvini che sarà depositata venerdì. Il suo difensore, Alessandro Gamberini, è in attesa della firma digitale della donna. La comandante della Sea Watch accusa il ministro dell’Interno di istigazione a delinquere e diffamazione e chiede che vengano bloccati gli account social del vicepremier. Secondo il legale della donna “Le parole utilizzate dal ministro nei confronti della mia assistita la stanno esponendo ad eventuali aggressioni: una vera e propria istigazione a delinquere”.

Nel mirino ci sono le parole e gli insulti pronunciati in diretta Facebook e ribaditi attraverso i canali social del leader della Lega. Nella querela vengono allegati i contenuti dei post pubblicati da Salvini oltre ai commenti degli utenti, anche riferiti alla gip di Agrigento, Alessandra Vella, che dispose la mancata convalida dell’arresto di Rackete.

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Salvini: «Carola Rackete chiede stop mie pagine Fb? Ridicolo»

«La comunista tedesca, quella che ha speronato la motovedetta della Guardia di Finanza, ha chiesto alla Procura di chiudere le mie pagine Facebook e Twitter. Non c’è limite al ridicolo. Quindi posso usare solo Instagram???», ha replicato Salvini, commentando l’esposto della capitana della Sea Watch 3.

Il botta e risposta tra Salvini e l’avvocato di Carola, Alessandro Gamberini era iniziato i giorni scorsi. Il legale aveva annunciato una querela e il ministro con un tweet aveva risposto: «Infrange le leggi e attacca navi italiane, e poi mi querela. Non mi fanno paura i mafiosi, figurarsi una ricca e viziata comunista tedesca! Bacioni».