Oggi Google ha dedicato il suo doodle a Renè Favaloro, andiamo a scoprire chi era il cardiochirurgo argentino

Renè Favaloro nacque in Argentina a La Plata nel 1923, da padre carpentiere e madre sarta. Si appassionò da subito agli studi scientifici grazie all’influenza della propria nonna materna, a cui dedicò la tesi di dottorato. Renè Favaloro intraprende gli studi presso l’Università della sua città natale. Praticò poi presso il Policlinico de La Plata.

Renè riuscì a laurearsi nel 1949 e cominciò subito a praticare come ausiliare medico. Durante questo periodo, Favolaro approfondisce i propri studi nel campo che lo avrebbe reso famoso, la chirurgia toracica e cardio-vascolare. In quegli anni, questo tipo di chirurgia non era ancora molto sviluppata.

All’inizio degli anni sessanta, fu raccomandato dai propri professori al Cleveland Clinic, in Ohio. iniziò a lavorare nel reparto di chirurgia e si stabilì negli USA.

1967, l’anno della svolta

Nel 1967 Favaloro inizia a fare pratica con il bypass coronarico con vena safena. Proprio in quest’ambito, Renè diede un grande aiuto alla chirurgia cardiaca. Il bypass consiste nell’aggiramento di un’arteria difettosa tramite un tratto di vaso sanguigno funzionante, prelevato da un’altra zona. Così si permette al cuore di ricevere la giusta dose di sangue che prima non riceveva dall’arteria ostruita.

L’idea innovativa del chirurgo argentino fu quella di prelevare il vaso sanguigno dagli arti inferiori, più specificamente dalla vena safena e creare così l’aggiramento.

Nel 1971 tornò in Argentina e quattro anni più tardi istituì la Fondazione Favaloro, un centro di formazione per gli studenti provenienti da varie parti del mondo. Nel 1984 entra a far parte della CONADEP, fondazione argentina che si occupò dei desaparecidos negli anni della dittatura.

Favaloro fu apprezzato anche per la sua posizione favorevole sull’aborto, pratica che è ancora illegale in Argentina, come nella maggior parte dei paesi Sud Americani.

Nel 2000 all’età di 77 anni, il chirurgo si tolse misteriosamente la vita sparandosi al cuore. Prima del suicidio, il chirurgo scrisse una lettera all’allora Presidente della Repubblica argentina de la Rúa, criticando il sistema sanitario. Le cause del suicidio ancora oggi non si conoscono, ma l’ipotesi più realistica fu quella dell’indebitazione della sua fondazione, negli anni della forte crisi economica argentina.

L.P.

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