Donald Trump convoca un social summit critica i Bitcoin

Nella giornata di ieri alla Casa Bianca si è tenuto un summit sui social media convocato dallo stesso presidente Donald Trump. L’invito è stato destinato solo a figure conservatrici che appoggiano le sue idee. Esclusi i 3 giganti del settore: Facebook, Twitter e Google. Trump avrebbe accusato diversi colossi: “Enorme disonestà, pregiudizio, discriminazione e rimozione praticata da certe compagnie. Non consentiremo loro di passarla liscia ancora per molto”.

Bitcoin, Trump sentenzia: “L’unica valuta reale è il dollaro”

Proprio quando il progetto Libra sembrava iniziare a prendere quota, il presidente Trump ha fatto capire (indirettamente) di essere disposto a fare tutto pur di mandare a monte tutto. La critica parte alle criptovalute come i Bitcoin. Con un tweet si è così espresso il numero uno americano: “Non sono un fan di Bitcoin e delle altre criptovalute, che non sono denaro e il cui valore è altamente volatile, basato sul nulla. Gli asset crypto non regolamentati possono favorire comportamenti illeciti, incluso il traffico di droga e altre attività illegali. Abbiamo solo una moneta reale negli USA ed è più forte che mai, affidabile e sicura. È di gran lunga la valuta dominante in qualunque angolo del mondo e così sempre sarà. Si chiama il Dollaro degli Stati Uniti”.

Poi l’attacco passa a Facebook e Mark Zuckenberg: “La “moneta virtuale” Libra di Facebook avrà poca solidità e scarsa affidabilità. Se Facebook e le altre aziende vogliono diventare una banca chiedano un permesso e si assoggettino alla regolazione bancaria, proprio come gli altri istituti, sia quelli nazionali”.

Progetto Libra, ecco cos’è

Il progetto “Libra” consiste nella proposta da parte di un consorzio di 28 aziende, capitanate da Facebook, di istituire una criptovaluta con l’obiettivo di aumentare i servizi e colmare il gap dove le banche non forniscono prestazioni.  Tra i servizi presi di mira dal progetto c’è quello delle rimesse di denaro. Tale iniziativa è ovviamente mal vista dalle banche centrali, ma non ci si arrende. Mark Zuckenberg vuole dimostrare che questo non sarà un modo di mettere i bastoni tra le ruote agli istituti di credito.

M.D.G