Caos nella giunta comunale di Torino, Chiara Appendino revoca ogni delega al vice Guido Montanari: ecco perché

Chiara Appendino ha comunicato al Consiglio comunale la decisione di revocare le deleghe al vice Guido Montanari dopo il caso del trasferimento del Salone dell’Auto a Milano.

“Questa mattina ho sollevato il Prof. Guido Montanari dal suo ruolo di Vicesindaco e revocato le deleghe che aveva in capo. La decisione segue le frasi pronunciate sul Salone dell’Auto che non hanno visto smentita. Una scelta non facile dal punto di vista umano ma che ho ritenuto necessaria nell’interesse della Città e della sua immagine. Al Prof. Guido Montanari va il ringraziamento per il lavoro svolto in questi tre anni”.

Queste le parole con cui la sindaca di Torino, annuncia l’uscita di Guido Montanari dalla giunta Appendino.

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Il discorso della sindaca Chiara Appendino in Sala Rossa

“Torino viene prima: non sono più disposta ad andare avanti con il freno tirato dalla maggioranza. Se non verranno approvate con la totalità dei voti le prossime delibere di giunta, io mollo”. Così la sindaca Chiara Appendino nel suo atteso discorso in Sala Rossa. Dopo il capitolo Montanari – “nessuno tra coloro che hanno il dovere e l’onore di governare la cosa pubblica può dileggiare e osteggiare un evento che ha ricadute sulle città. Lo stesso deve valere per qualsiasi evento, il lavoro deve sempre essere rispettato” – le parole della prima cittadina sono tutte una lavata di capo per i consiglieri dissidenti o, come li ha definiti il leader Luigi Di Maio, “nemici della contentezza”: “Abbiamo fatto molto, ma tanto altro avremmo potuto fare e meglio in questi tre anni. Non intendo più tollerare comportamenti e dichiarazioni che offrono sponda alle accuse di un luogo senza possibilità. La credibilità di una città verso i torinesi e gli investitori passa anche da una comunità di intenti e dalla capacità di prendere decisioni insieme. Come sul Motovelodromo o sull’impianto sportivo di Parella. E poi non possiamo pensare che chi ha responsabilità di governo si scagli sempre contro prefettura e questura. Che tutto sia soggetto a liti interne e compromessi al ribasso. Torino viene prima”.