Huawei, tremila posti di lavoro in più in Italia

La presenza di Huawei in Italia si rafforza sempre di più. L’azienda cinese, leader nel settore delle telecomunicazioni, ha pronto un piano di investimenti importante da qui al 2022

Quasi 3 miliardi di euro in investimenti e circa tremila nuovi posti di lavoro. Questo l’impegno di Huawei per i prossimi tre anni in Italia. Un piano importante, quello varato dal colosso delle telecomunicazioni cinese. E il nostro Paese avrà un ruolo strategico. Ad illustrarlo pubblicamente è stato Thomas Miao, amministratore delegato di Huawei Italia, che nella mattinata di oggi (15 luglio) ha incontrato la stampa.

La presenza di Huawei in Italia negli ultimi tempi è diventata sempre più importante, come testimoniano le vendite dei suoi prodotti. Ma l’azienda cinese non pensa soltanto al profitto, come sarebbe logico: lo dimostra la sponsorizzazione della mostra “Leonardo mai visto”, in programma a al Castello Sforzesco di Milano.

Un’occasione per illustrare l’importante piano di investimenti che Huawei ha in programma da qui al 2022 in Italia. Secondo il Ceo dell’azienda infatti verranno stanziati, 3,1 miliardi di dollari (circa 2,75 miliardi di euro) che serviranno per creare almeno mille nuovi posti di lavoro in maniera diretta. In più  altri duemila nel settore dell’indotto collegato ai prodotti della telefonia e non solo.

In realtà Huawei è già presente in Italia da 15 anni ma è la prima volta che vara una campagna di investimenti così massicci nel nostro Paese. Due terzi di quella cifra saranno destinati all’acquisto di forniture mentre il resto verrà spesi per operazioni di marketing, ma anche ricerca e sviluppo.

Huawei investe in Italia ma chiede regole certe per tutti i fornitori

Un passo logico, secondo il Ceo di Huawei Italia che ha sottolineato come i rapporti economici tra Italia e Cina mai come in questo momento stiano andando bene. Si tratta di due nazioni in qualche modo complementari. Una ha bisogno dell’altra e dal punto di vista commerciale è molto ottimista su quelli che potranno essere gli sviluppi futuri della collaborazione.

Il dirigente ha anche messo l’accento sulle regole per i fornitori della tecnologia 5G, la prossima evoluzione dei cellulari e delle telecomunicazioni. In Italia dovranno essere uguali per tutti i fornitori, sia quelli europei che quelli fuori dal continente come loro.

E intanto dopo l’embargo negli Usa, le ultime settimane sono servite per ristabilire i rapporti, anche perché Trump si è reso conto che Huawei era ed è ancora una delle maggiori clienti per le aziende americane del settore e mettere paletti sarebbe stato solo controproducente.