Whistleblowing: cos’è e perché in Italia funziona

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:54

Denunciare un illecito nella pubblica amministrazione e negli appalti si può. Il whistleblowing è tutelato da una legge dello Stato e sta diventando sempre più una buona abitudine.

Gli illeciti in Italia? Si combattono anche con il whistleblowing. Una pratica che dal novembre 2017 è diventata legge. In termini semplici è la segnalazione che tutti possono fare per evidenziare appalti illegittimi nella Pubblica Amministrazione. E comincia a funzionare. Lo dimostra l’ultimo rapporto annuale dell’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Raffaele Cantone, presidente nazionale dell’Anac, ha snocciolato i dati relativi al 2018 sul whistleblowing. Complessivamente all’Ente sono arrivate 783 segnalazioni, con una media di 65 al mese. Un numero raddoppiato rispetto all’anno precedente, quando invece erano state 364.

E da gennaio a giugno di quest’anno sono già già 439 con la media salita a 73 al mese). Ma come arrivano le segnalazioni del whistleblowing? Otto su dieci attraverso l’App protetta promossa da Anac nel febbraio 2018, le altre via posta cartacea.

Un bilancio che Cantone commenta così: “É importante che ogni anno migliori il livello della qualità delle segnalazioni. Sempre di più arrivano per colpire fatti di legittimità che danneggiano la Pubblica Amministrazione”. Un segnale forte anche a chi, all’epoca aveva critica l’introduzione del whistleblowing in Italia.

Whistleblowing, dal novembre 2017 è diventato legge

Fondamentale nel whistleblowing è il principio della tutela per il segnalatore. Il lavoratore che segnala, spesso dipendente pubblico, sa di non correre rischi. Quindi si sente più libero. Così ogni frode o pericolo potenziale sia per un’azienda che un ente, può essere visionato dall’autorità competente in materia.

Dal 15 novembre 2017, con il via libera a larga maggioranza da parte della Camera dei Deputati, è diventato legge. Ed è stata istituita la figura del whistleblower. Un cittadino che può svolgere una funzione pubblica e segnala una situazione irregolare. Anche un modo per aumentare la fiducia tra l’amministrazione pubblica e i suoi dipendenti.

Facciamo degli esempi concreti. I casi più frequenti di whistleblowing sono quelli che riguardano appalti illegittimi, seguiti da corruzione, cattiva amministrazione e abuso di potere. Ma ci sono anche concorsi illegittimi. Oppure la cattiva gestione delle risorse pubbliche, oltre ai conflitti di interessi.

É dal 2014 che la pratica delle segnalazioni tramite whistleblowing è diventata consuetudine. E accanto a Regioni ed Enti locali aumentano i casi anche dai ministeri, enti previdenziali e autorità indipendenti. “Un istituto che sta prendendo piede”, commenta soddisfatto Cantone.

F.D.