I casi mortali di Ebola che hanno colpito Congo e Ruanda alzano il livello d’allarme anche in Europa. All’Aeroporto di Fiumicino aumentati i controlli specifici sui passeggeri.

L’allarme Ebola degli ultimi giorni in Congo e Ruanda è arrivato anche all’Aeroporto Internazionale di Fiumicino. Mentre l’evoluzione del virus viene monitorata in loco, il Ministero dello Salute è passato all’azione. Ha espressamente richiesto alla direzione dello scalo di aumentare la vigilanza sui passeggeri in arrivo da quei Paesi con una serie di controlli mirati. E nei prossimi giorni verrà convocata anche una riunione con tutti gli Enti coinvolti per coordinare la macchina.

Gli ultimi dati sul virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e nel vicino Ruanda parlano di almeno 1700 morti. Numeri che hanno fatto aumentare il livello di criticità anche all’estero, in tutte le nazioni che possono essere raggiunte via volo da quesi Paesi, come appunto l’Italia.

Così all’Aeroporto di Fiumicino, lo scalo più frequentato d’Italia, è scattata una speciale procedura d’intervento per limitare i rischi dovuti all’allerta Ebola. In particolare vengono monitorati attentamente le condizioni fisiche e lo stato di salute dei passeggeri in arrivo dal Congo. Si tratta  di operatori delle Ong e organizzazioni governative che operano in quei territori e che potenzialmente possono presentare condizioni di rischio.

Tutto il personale dello scalo romano sarà istruito sui comportamenti da tenere nel caso fossero trovati passeggeri potenzialmente portatori del rischio di contrarre il virus Ebola.

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Allarme Ebola, come funzionano i controlli a Fiumicino

Ma come funzioneranno i controlli all’Aeroporto di Fiumicino per evitare il contagio del virus Ebola? Il ministero della Salute ha redatto un documento reso noto dal’AdnKronos. Vengono spigate in maniera chiara tutte le procedure d’intervento previste in questi casi.

In particolare gli aerei provenienti dal Congo dovranno rimanere fermi in pista e personale specializzato salirà a bordo per i controlli. Non un’operazione lunga, perché potrà durare al massimo cinque minuti ed è stata modellata su quella varata nel 2014 sempre per prevenire i rischi del virus Ebola.

In realtà i collegamenti di operatori di Ong e organizzazioni di solito passano sempre per uno scalo intermedio, solitamente in un altro Paese dell’Ue. Ma è anche possibile che arrivino con direttamente da una nazione africana, come l’Etiopia.

Nel caso in cui l’autorità di sanità pubblica coltivi il sospetto della presenza di passeggeri con una malattia infettiva dovrà essere compilata una scheda che registra le informazioni relative ai passeggeri. In particolare oltre ai dati anagrafici, anche il numero del volo e il posto nel quale sono sefuti sull’aereo.

F.D.