Tokyo 2020, manca un anno alle Olimpiadi

Il 24 luglio del prossimo anno cerimonia inaugurale di Tokyo 2020. Molti degli impiuanti sono già pronti e l’Italia lavora sui qualificati.

Tokyo 2020 è già una realtà. Domani, 24 luglio, mancherà un anno esatto alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi, seguire poi a settembre dalle Paralimpiadi. Molti degli impianti sono già pronti, altri sono in dirittura d’arrivo e il Giappone attende con ansia, sicuro che non sarà un flop. Complessivamente per le strutture sono stati investiti circa 20 miliardi di dollari. La maggior parte in arrivo dal CIO e da sponsor privati. E quasi tutto alla fine verrà ‘riciclato’ lasciando un’eredità importante.

Tokyo 2020 è inserita tra due Olimpiadi invernali tutte orientali: l’anno scorso PyeongChang, nel 2022 Pechino che così completa il cerchio dopo i Giochi estivi di undici anni fa. Un onore che il Giappone, a distanza di 56 anni dalla prima volta, si è meritato sul campo. Ma ora vuole stupire con effetti speciali a cominciare dagli impianti.

Lo Stadio che ospiterà le cerimonie ma anche le gare di atletica leggera è nato sulle ceneri di quello del 1964. Si chiamerà Nuovo Stadio Nazionale Olimpico (60mila posti) ed il primo di s3tte impianti rivisitati tra quelli già usati la prima volta. Come il Ryōgoku Kokugikan per il pugilato o il Tokyo Metropolitan Gymnasium per il tennistavolo o lo Yokohama Stadium del baseball

Molti altri invece nasceranno dal nulla. La concentrazione più alta nella zona della Baia di Tokyo con il Tokyo Aquatics Centre (nuoto, tuffi e nuoto sincronizzato) da 18.000 posti, l’Ariake Coliseum per il tennis (20.000 posti), l’Olympic Gymnastic Centre per ginnastica artistica, ritmica e trampolino da 12.000 posti.

Saranno anche Olimpiadi itineranti: il calcio a Tokyo 2020 infatti verrà giocato in diverse città, così come le partite di basket. E accanto a sport tradizionali ce ne saranno altri al debutto. Sono l’arrampicata sportiva, lo skateboarding, il surf mentre per omaggiare la cultura locale ci sarà il karate.

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Tokyo 2020, la situazione dell’Italia

Come si avvicina l’Italia alle Olimpiadi di Tokyo 2020? Per ora a piccoli passi, visto che sono stati centrati 32 pass tra quelli individuali e quelli a squadre. Proprio da questi ultimi dipende il numero degli azzurri: il calcio maschile e femminile ha già fallito l’obiettivo così come il basket femminile, Gli altri invece hanno ancora possibilità di provarci.

Dei 32 i qualificati per l’Italia, 15 sono uomini e 17 donne in otto discipline. Tre sono individuali, quelli centrati dai nuotatori Rachele Bruni, Gregorio Paltrinieri e Mario Sanzullo nlla 10 km di Fondo. Gli altri invece sono di squadra o comunque non nominali ma spetterà ai vari ct decidere chi mandare.

Il Coni per ora ha già individuato il palazzo sede di Casa Italia. Sarà “The Kihinkan – Takanawa Manor House”. Um edificio in stile liberty di inizio ‘900 nel quartiere di Minato a circa 10 chilometri dal Villaggio Olimpico.

Ancora da scegliere invece il portabandiera azzurro per Tokyo 2020. Sarà un uomo, come ha preannunciato il presidente Giovanni Malagò, ma i nomi sul piatto sono molti. Da Aldo Montano a Nicolò Campriani (unico con tre ori olimpici), passando per Gregorio Paltrinieri, Elia Viviani, Clemente Russo. Voi su chi puntereste?

F.D.