Paltrinieri: “Mi dicevano che era una follia, quest’oro mi completa”

Mondiali Nuoto, parla Gregorio Paltrinieri. Reduce dalla medaglia d’oro negli 800 stile libero, il 24enne di Carpi racconta la lunga trafila che l’ha portato sulla vetta del mondo. 

Gregorio Paltrinieri sul tetto del mondo. Dalla vetta europea raggiunta a Londra nel 2016 negli 800 metri stile libero, alla vertice assoluto raggiunto ieri a Gwangju, in Corea del Sud. Impresa realizzata in 7’39″27, così da  segnare il nuovo record europeo e battere il ‘gemello’ italiano, un amareggiato Gabriele Detti. Podio completato invece dal norvegese Henrik Christiansen in 7’41″28 e dal francese David Aubryin 7’42″08.

Dopo la festa scatenatasi ieri, Paltrinieri ha rilasciato un’intervista per La Gazzetta dello Sport oggi in edicola. E dopo aver sfiorato l’impresa nel 2015 e nel 2017, ora è fatta davvero: “Sono molto competitivo, è un oro che mi mancava da sempre. Da quando mi battè Sun Yang a Kazan 2015, da Budapest dove mi presi una grande arrabbiatura per il bronzo. Sapevo che prima o poi l’avrei preso: è un oro che mi ripaga di tante decisioni e scelte fatte. E ora mi fa stare meglio”. Ma le ambizioni non sono di certo finite. Anzi: il meglio deve ancora arrivare.

Oro Paltinieri, il racconto dell’impresa

Il talento nostrano classe ’94 lancia un nuovo guanto di sfida: “È meraviglioso, incredibile, essere passato dal fondo alla piscina. E le mie fatiche non sono finite: la gara in cui nutro più aspettative, i 1500, deve ancora arrivare. E la voglio far bene. Una gara non facile, ma ho messo tutto me stesso per non farmi riprendere. Ormai la mia tattica di stare davanti sempre la conoscono tutti”. 

Paltrinieri spiega il segreto del successo: “Ho cercato di mettermi sul mio ritmo, piano piano acquisivo più vantaggio e mi faceva ben sperare per la fine. È l’unica tattica per gli 800, gara corta. Non volevo esagerare il passaggio, ma imporre un ritmo forte. Erano 4 anni che non facevo un 800 così bene. Mi mancava sempre qualcosa. La risposta a chi non credeva potessi nuotare gli 800: dopo il Settecolli non ci credevo più neanche io che avrei fatto un ottimo Mondiale”. 

L’oro più ‘folle’ tra i tre sperati? “Sì, è qualcosa in più, forse è la gara in cui mi sentivo meno pronto rispetto alla 10 km e ai 1500. E invece è arrivato il titolo. Sono cresciuto nel corso del tempo, forse ho la fortuna di fregarmene dell’ambiente esterno, anche dovesse venirmi male io ci credo”. 

E ora è il momento di togliersi i sassolini dalle scarpe: “Ho fatto scelte importanti, perché ci ho sempre creduto. Mi hanno appoggiato in pochi. C’è chi diceva: è una follia fare tutto. “Guarda Greg, non è facile”. Io non sono un alieno, non sono un mostro. Ma serve qualcuno al fianco che mi stimoli e mi dica se sto facendo la cosa giusta o la cosa sbagliata. E mi dica la verità, qualcosa di importante per me. Io continuo ad andare avanti per la mia strada, siamo a metà del percorso, non l’ho ancora realizzato e non lo realizzerò fino all’anno prossimo. Ma almeno ci proverò e questa è una buonissima base di partenza”. Prossimo obiettivo: stupire tutti nei 1500 stile libero, lì dove lo scorso anno in Cina, nel mondiale in vasca corta, fu argento.

 

 

Redazione DirettaNews.it