Jerry Calà: “Lavoro meno perché non sono di sinistra”. Ed è polemica

L’amara considerazione di Jerry Calà sulla mancanza di lavoro per uno come lui scatena la reazione di una politica Pd ch lo attacca pesantemente. E adesso arrivano anche le parole del figlio.

Jerry Calà è finito nel mirino del Pd, o almeno di una sua esponente. E adesso la polemica innescata prima dalle parole dell’attore comico e poi dalla risposta di Anna Rita Leonardi si sta allargando. Tanto che nelle ultime ore è intervenuto anche il figlio sedicenne di Jerry. E per difendere il padre dagli attacchi ha usato parole molto dolci nei suoi confronti.

Tutto è partito da un’intervista di Jerry Calà al quotidiano ‘Il Giornale’. Parlando dell’attuale momento nella sua carriera, l’attore lanciato da ‘I Gatti di Vicolo Miracoli‘ è stato chiaro lanciando un sospetto. “Se non lavoro più molto forse è perché non odoro di sinistra – aveva detto – e non invoglio i registi”.

Una considerazione amara, come l’aveva definita subito lui stesso. Negli anni Ottanta e Novanta era stato protagonista di tante pellicole, serie tv e spettacoli. Ma ora Jerry Calà trova meno spazio sia sul piccolo che sul grande schermo si è chiesto i motivi.

A stretto giro è arrivata anche la risposta di Anna Rita Leonardi, dirigente provinciale del Partito Democratico a Salerno. La donna, su Twitter, è stata molto diretta: “Tranquillizzatelo. Il cinema non lo vuole semplicemente perché è un cretino senza talento”.

Successivamente, intervistata dal ‘Corriere della Sera’, aveva corretto il tiro. Secondo lei l’aggettivo ‘fallito’ era riferito alla sua carriera come comico, non come uomo. “Mi scuso se ho esagerato però Calà rifletta su una cosa: nel nuovo palinsesto Rai ci sono tutti quelli che si sono detti sovranisti, dalla Cuccarini alla Pavone. Di certo non sono di sinistra. Se non lavora si facesse due domande”.

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Jerry Calà difeso dal figlio con parole di grande stima

Un attacco diretto che non è piaciuto ai fans di Jerry Calà e nemmeno al figlio Johnny. Con un lungo post il ragazzo ha detto di essere orgoglioso per quello che suo padre rappresenta come artista. Ma anche per l’educazione che gli ha dato. Quindi vedere che in questi giorni tanti hanno manifestato affetto gli aveva fatto capire chi avesse ragione.

“Ciò che mi ha dato fastidio – continua Johnny Calà – non sono tanto le offese che sono state rivolte a mio padre. Quanto il fatto che queste provenissero da una persona che si proclama democratica e quindi pronta a difendere i valori della democrazia”. Ecco perché dice di essere preoccupato. In Italia coloro che dovrebbero rappresentare la democrazia “non sono nemmeno in grado di sostenere un confronto civile, capaci soltanto di ripiegare sull’insulto gratuito”. La risposta migliore? “Farsi una bella risata alla faccia di chi vive represso nell’odio e nel disprezzo”.

F.D.