Pronto soccorso, la rivoluzione passa dai numeri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:51

Tempi d’attesa più brevi e certi al Pronto Soccorso. É quello che promette la rivoluzione con nuovi numeri che affiancheranno i codici. Più spazio anche per gli infermieri, ma non tutto torna.

Pronto soccorso, si cambia. D’ora in avanti i pazienti da assistere saranno divisi non più in codici abbinati a colori ma a numeri. Un modo per assicurare la massima efficacia ma anche tempi certi di visita da parte dei medici. Ma gli obiettivi sono anche altri. Come aumentare la sicurezza in caso di dimissioni ed evitare ricoveri quando non sono necessari.

Un sistema rivoluzionario per la gestione dei Pronto soccorso che ha entrerà a regime al massimo entro i prossimi 18 mesi. Intanto però ha già ricevuto il nulla osta dalla conferenza Stato-Regioni, passaggio fondamentale per la sua approvazione.

In base alla nuova classificazione di priorità dei casi, sono previsti cinque diversi numeri abbinati ad altrettanti colori. Scendendo nello specifico, l’1 corrisponde al rosso e continua ad indicare le emergenze, da trattare immediatamente. Il 2 invece all’arancione, da passare al massimo entro 15 minuti, e il 3 all’azzurro, cioè le urgenza differibili, da seguire entro massimo 60 minuti. Poi c’è il 4, codice verde per un intervento entro 120 minuti. Infine il 5, codice bianco, con intervento entro massimo 4 ore.

Nelle novità introdotte c’è anche il ‘see and treat’. In pratica infermieri preparati specificamente con una formazione specifica potranno trattare con protocolli standard le urgenze minori. Un modo per far calare il sovraffollamento nei Pronto soccorso. Verrà inoltre creata un’Area di osservazione breve e intensiva. Qui saranno applicate terapie a breve termine ma ci sarà anche la possibilità di approfondimenti diagnostici.

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Pronto soccorso, non tutti sono concordi sulla riforma

Una rivoluzione benedetta dal ministro della Salute, Giulia Grillo, che l’ha fortemente caldeggiata. “Sono molto contenta perché abbiamo portato a casa provvedimenti importantissimi. Dalle classificazioni d’urgenza nei Pronto soccorso a diversi elementi per ridurre il sovraffollamento, con tempi certi di visita”.

Non così la pensa però Francesco Rocco Pugliese (presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza): “Il vero problema è che nei Pronto soccorso italiani mancano all’appello duemila medici. Quindi non credo che ci sarà una riduzione dei tempi di attesa. Inoltre nei reparti ospedalieri mancano i posti letto. Quindi è impossibile che i pazienti vengano smistati ai reparti per il ricovero, quando serve, entro un tempo massimo di 6-8 ore”.

Anche il Codacons non è d’accordo. Lamenta il fatto che in diversi ospedali, specie al Sud, l’assistenza è a livelli bassissimi. Ci sono ancora pazienti abbandonati nei corridoi e nelle corsie, per colpa del numero ridotto di medici. Senza aumentare il loro numero, così come quello degli infermieri, impossibile pensare ad una riforma.