Glik: “Mi manca Torino e la Maratona, a Monaco poco pubblico”

Kamil Glik parla del Torino. Il difensore centrale polacco è stato uno dei più importanti difensori della squadra granata negli ultimi vent’anni e ricorda con amore la maglia del club.

Kamil Glik ricorda con amore il Torino. La squadra granata ha avuto, grazie a lui, un vero e proprio patrimonio. Il difensore centrale nato a Jastrzębie Zdrój, Polonia, il 3 febbraio 1988 ha fatto fare il grande salto alla squadra. Non soltanto le sue prestazioni hanno garantito una quantità di punti enorme per il club granata. Ma anche un salto di qualità e mentalità in tutta la squadra. Il centrale polacco ha collezionato ben 14942 minuti in gare ufficiali con i granata, da dividere in 171 gare giocate. Sanguigno ed irruento, ha preso 40 ammonizioni e due rossi diretti. Difensore ma anche goleador, con la maglia del club italiano ha segnato ben 13 gol e firmato 5 assistenze per i compagni di squadra. Numeri da ala o centrocampista, non certo da difensore centrale.

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Torino e Glik, una grande avventura insieme

Non soltanto prestazioni di qualità assoluta. Kamil Glik è stato un grandissimo capitano per la squadra. Un vero e proprio simbolo della mentalità granata, che non si è mai arreso davanti alle difficoltà. Pulito ma rude, forte ma anche preciso, esperto ma anche duttile in più ruoli. Come non bastasse il calciatore ha anche garantito al club italiano una plusvalenza davvero niente male dopo la sua partenza. Il polacco, infatti, è stato comprato dal Palermo nell’estate del 2011 per appena 2.3 milioni di euro. Tanti gol e tante partite dopo, il granata è andato al Monaco per 11 milioni di euro, nell’estate del 2016. Una plusvalenza di 8.7 milioni di euro nelle casse granata, un sorta di ultimo regalo d’addio prima di prendere definitivamente una nuova strada.

Glik ed i ricordi della sua esperienza granata

Kamil Glik ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni e le sue sensazioni sulla squadra granata che lo ha fatto diventare un grande giocatore:

“Quando posso, seguo le partite della squadra di Mazzarri e il calcio italiano in generale. Quello granata è il club a cui sono più legato e sono felice dei progressi degli ultimi anni. Sono un grande tifoso del Torino. Ma io ho ottimi ricordi di tutte le esperienze in Italia:a Palermo e a Bari ho Vissuto benissimo, esattamente come a Torino. 

Cosa ricordo della mia esperienza al Torino? Percepivo una voglia immensa di tornare subito in A e di dimostrare che il Toro poteva ritagliarsi un posto importante. Ed è stato proprio così: siamo partiti dalla B, siamo stati promossi, ci siamo salvati, siamo andati in Europa League e abbiamo fatto una splendida figura anche oltre il confine italiano. Insomma, una crescita costante. E anche grazie al lavoro fatto in quegli anni adesso il Toro è una società solida, con strutture importanti e un futuro pieno di soddisfazioni. Sono molto orgoglioso di quello che ho fatto con questo club. A Torino ho ancora tanti amici e appena sono libero da impegni cerco sempre di tornare in città e rivederli. Mi sento a casa, a dimostrazione di quanto sono stato bene nei miei cinque anni torinesi sia dal punto di vista calcistico sia dal punto di vista umano. 

Se mi manca Torino? La maglia granata è speciale, ti resta sulla pelle e non sono il solo a pensarla così. È una società particolare, con un ambiente diverso. Mi è spiaciuto lasciare il Toro, ma nella carriera di un calciatore bisogna fare delle scelte. Forse però mi manca la Maratona. Qui a Montecarlo ci sono pochi abitanti e quindi pochi spettatori rispetto a Torino: è normale. Anche i tifosi del Monaco sanno come incitarci e starci vicini, ma la Maratona resta speciale”. 

N.A.