Bergamo, due giovani vittime di un incidente: colpevole ai domiciliari

Matteo Scapin ha travolto i due giovani di Bergamo all’uscita della discoteca: per lui gli arresti domiciliari

Matteo Scapin, l’uomo che ha buttato sotto due giovani ragazzi ad Azzano, è stato messo agli arresti domiciliari. Le vittime sono Luca Carissimi, 21 anni, e Matteo Ferrari, 18 anni. I due, a bordo di uno scooter, uscivano da una discoteca ad Azzano e sono stati messi sotto con la Mini Cooper di Matteo Scapin.

L’uomo, preventivamene accusa di duplice omicidio volontario e messo in carcere, è stato poi sottoposto agli arresti domiciliari. Il Gip di Bergamo,Vito di Vita ha ritenuto di riqualificare l’accusa in omicidio stradale aggravato dall’omissione soccorso e ha concesso dunque gli arresti domiciliari a Scapin. Per il giudice, dunque, non ci sarebbe stata la volontà di uccidere, così come contestava la Procura.

Scapin, rappresentato dai legali Riccardo Tropea e Anna Marinelli, durante l’interrogatorio, avrebbe riferito la sua versione dell’impatto tra la Mini Cooper che guidava e lo scooter su cui viaggiavano i due ragazzi.

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I fatti sull’incidente di Azzano, il colpevole agli arresti domiciliari

Nella notte tra sabato 3 e domenica 4 agosto sulle strade bergamasche, Luca Carissimi e Matteo Ferrari  sono stati travolti. L’impatto è avvenuto dopo un inseguimento in seguito ad una presunta lite cominciata in discoteca, con l’auto guidata da Matteo Scapin. L’uomo li ha inseguiti con la sua Mini Cooper, ha affiancato la Vespa dei due ragazzi e li ha speronati mentre Luca e Matteo tentavano di andare via.

Un incidente drammatico, ancora di più per i futili motivi che lo hanno provocato: secondo alcune testimonianze uno dei due ragazzi avrebbe fatto degli apprezzamenti sulla fidanzata di Scapin durante la serata. Come se non bastasse il 33enne di Curno è risultato positivo all’t alcoltes a cui è stato successivamente sottoposto. Inoltre, dopo l’incidente si era allontanato in tutta fretta, senza prestare alcun soccorso. Nonostante ciò, più tardi si è volontariamente presentato in caserma per dichiararsi colpevole dell’incidente e raccontare la sua versione dei fatti.