Cyberbullismo: una pratica poco denunciata, cosa sappiamo davvero

Che cos’è il Cyberbullismo: una pratica poco denunciata, cosa sappiamo davvero e quali possono essere le conseguenze di questi comportamenti.

Stamattina 8 agosto Raiuno manda in onda la replica di una puntata della serie tv ‘Don Matteo’ dedicata al cyberbullismo. Si tratta di una pratica molto diffusa tra i giovani ma della quale ben poco ne sappiamo. I casi in Italia negli ultimi anni non si contano più. Anche il cinema ha scelto di trattare la tematica. “Cyberbully – Pettegolezzi online” è un film per la televisione trasmesso per la prima volta nel 2011, che con il tempo è divenuto un vero e proprio cult generazionale: la protagonista, Taylor Hillridge, è vittima di bullismo online da parte di due compagne di classe.

Cos’è il cyberbullismo

Il cyberbullismo è il bullismo che si svolge su dispositivi digitali come telefoni cellulari, computer e tablet. Il cyberbullismo può avvenire tramite SMS, testo e app oppure online nei social media, nei forum o nei giochi in cui le persone possono visualizzare, partecipare o condividere contenuti. Il cyberbullismo include l’invio, la pubblicazione o la condivisione di contenuti negativi, dannosi, falsi o cattivi su qualcun altro. Può includere la condivisione di informazioni personali o private. Il ‘danno minore’ può essere considerato l’umiliazione o l’imbarazzo. Ma spesso ci troviamo di fronte a comportamenti illeciti.

I luoghi più comuni in cui si verifica il cyberbullismo sono: Social media, come Facebook, Instagram, Snapchat e Twitter; SMS (Short Message Service) noto anche come SMS inviato attraverso i dispositivi; Instant Message (tramite dispositivi, servizi del provider di posta elettronica, app e funzionalità di messaggistica sui social media); E-mail. Da anni, Facebook si impegna per frenare questo fenomeno in espansione, ma non è semplice. Con la prevalenza di social media e forum digitali, i commenti, le foto, i post e i contenuti condivisi dalle persone spesso possono essere visualizzati da estranei e conoscenti. Il contenuto che un individuo condivide online – sia il contenuto personale sia qualsiasi contenuto negativo, medio o offensivo – crea una sorta di registrazione pubblica permanente delle proprie opinioni, attività e comportamenti. La definiamo ‘reputazione online’ e i fenomeni di cyberbullismo tendono a distruggerla.

Chi tutela i ragazzi dal cyberbullismo?

C’è poi un altro tema e riguarda la percezione del fenomeno. Infatti, il bullismo digitale è più difficile da ‘scovare’. Insegnanti, educatori e genitori si trovano spesso di fronte a una sorta di muro di gomma. Sebbene tutti gli stati dispongano di leggi che impongano alle scuole di rispondere al bullismo, molti Stati non includono il bullismo informatico ai sensi di tali leggi né specificano il ruolo che le scuole dovrebbero svolgere nel rispondere al bullismo che si svolge al di fuori della scuola. Le scuole possono agire come richiesto dalla legge o con politiche locali o scolastiche che consentano loro di disciplinare o intraprendere altre azioni. Alcuni stati hanno anche disposizioni per affrontare il bullismo se influisce sul rendimento scolastico. Ma si tratta di questioni davvero non semplici. Per cui la domanda d’obbligo è: chi tutela davvero i soggetti più deboli dal cyberbullismo?