Enzo Biagi: giornalista e testimone del 900, nasceva il 9 agosto 1920

Enzo Biagi è stato a lungo giornalista e testimone del Novecento, nasceva il 9 agosto 1920, la sua carriera dalla Rai alla carta stampata.

Oggi avrebbe compiuto 99 anni Enzo Biagi, uno dei più grandi giornalisti del Novecento in Italia. Per celebrarlo abbiamo scelto un’immagine che lo mostra sorridente e combattivo ai Telegatti 1991, quando vinse nella categoria giornalismo per il programma “I dieci comandamenti all’italiana”. Sul palco a consegnargli il premio c’erano altri due grandi testimoni del Novecento Italiano, i cantautori Enzo Iannacci e Giorgio Gaber. Personalità stimata in tutto il mondo, nato sull’Appennino emiliano, a 9 anni si trasferisce a Bologna. Fin da giovanissimo antifascista, all’età di diciassette anni, cominciò a collaborare con il quotidiano bolognese L’Avvenire d’Italia.

Enzo Biagi: dagli esordi alla Rai e ai maggiori giornali italiani

A vent’anni lavorava già al Carlino Sera, edizione pomeridiana del Resto del Carlino. Quindi aderì alla Resistenza entrando nelle brigate Giustizia e Libertà legate al Partito d’Azione, di cui condivideva il programma e gli ideali. Non combatté in realtà mai ma fu staffetta partigiana. La sua militanza fece sì che alla sua morte la sua salma fosse accompagnata dalle note di Bella Ciao, il più importante canto partigiano. Tante sono le sue collaborazioni con i più importanti settimanali italiani, a partire da ‘Epoca’, nella cui redazione entra ai primi anni Cinquanta. Fu lui per primo a interessarsi in Italia al caso della morte di Wilma Montesi e la sua intuizione fece impennare le vendite del settimanale.

Un suo articolo successivo ai fatti di Reggio Emilia del 1960 lo fece allontanare da ‘Epoca’, ma un anno dopo c’è la svolta con l’ingresso in Rai: diventa direttore del Telegiornale e anche in questo caso rivoluziona il modo di fare giornalismo. Accantonata la politica, si occupa di quelli che chiama ‘i guai degli italiani’. Ma non solo: fa assumere in Rai nomi come Giorgio Bocca, Indro Montanelli, Emilio Fede ed Enzo Bettiza, che danno lustro al giornalismo della televisione pubblica. Sempre in quegli anni dà vita al primo rotocalco televisivo della televisione italiana: RT Rotocalco Televisivo. Appare così per la prima volta in video: lasciata la direzione del Telegiornale, ma mai definitivamente la Rai, torna alla carta stampata, ma ormai è diventato Enzo Biagi, il più conosciuto giornalista italiano dell’epoca.

Gli ultimi anni di vita di Enzo Biagi

Vive sulla propria pelle le controversie degli anni Settanta e Ottanta, tant’è che quando esplode lo scandalo P2 lascia ‘Il Corriere della Sera’, dicendosi non disposto a collaborare a un giornale legato alla massoneria. Gli ultimi anni della sua vita sono legati alla trasmissione ‘Il Fatto’, che conduce su Raiuno a partire dal 1995. Il 18 aprile 2002, viene ‘messo all’indice’ dall’allora premier Silvio Berlusconi, in quello che è divenuto noto come ‘editto bulgaro’, insieme al collega Michele Santoro e al comico Daniele Luttazzi. Sono anni difficili per il giornalista, che deve fare i conti anche con il lutto per la morte prima della moglie, poi della figlia Anna.

Lascia la Rai a fine 2002, dopo 41 anni di collaborazione. Ci tornerà poi nel 2007, ma per un breve periodo: le sue condizioni di salute infatti si aggravano repentinamente ed Enzo Biagi muore il 6 novembre dello stesso anno, a 87 anni.