Richard Gere parla di quanto sta accadendo con Open Arms e con il Minsitro Matteo Salvini. La star di Hollywood ha tenuto una conferenza stampa per discutere di quello che sta accadendo in mezzo al mare. 

Richard Gere ha parlato di quanto sta accadendo. Il famoso divo del cinema americano sta facendo di tutto per attirare l’attenzione sul problema legati ai profughi salvati da Open Arms, ora in mezzo al mare. Oggi la star ha parlato di quello che sta facendo insieme ai ragazzi dell’organizzazione non governativa spagnolo ed ha anche risposto ad una domanda su Matteo Salvini. Ecco le parole dell’uomo riportate da ANSA.

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Richard Gere: “Qui per mia volontà, l’Italia sta cambiando parecchio…”

Sono venuto a Lampedusa solo per aiutare queste persone. Anche negli Stati Uniti la gente che arriva dal Messico, da Panama, dall’Honduras da El Salvador viene demonizzata: è ora di dire basta. Sono venuto spontaneamente, nessuno ha richiesto la mia presenza. Amo moltissimo gli italiani, il vostro spirito, la vostra anima, la vostra generosità e anche la gioia di vivere. Eppure sto notando che qualcosa è cambiato. E’ stato difficile raggiungere la Open Arms con la montagna di provviste. Quando ho sentito quanto stava accadendo e del decreto passato in Italia, non potevo credere che i miei amici italiani potessero tirare fuori questo odio. Open Arms l’ho conosciuta qualche anno fa a Barcellona. Non è la prima volta che vengo a Lampedusa, ho già visitato l’hotspot tre anni fa e ho conosciuto le sofferenze di coloro che chiamano migranti, ma che sono dei rifugiati.

Siamo andati a comprare tante provviste: le persone avevano bisogno di mangiare e bere. Ci sono state delle difficoltà per portare i viveri. La prima barca che avevamo trovato non ci ha accompagnati perché temeva ripercussioni.

Salvini? Non sono interessato alla politica italiana; anch’io vengo da un Paese dove c’è una situazione bizzarra. Sembra che ci sia una generazione di politici che mette la propria energia nel dividere le persone. Ma siamo tutti interdipendenti. Molte di queste persone hanno viaggiato sulle barche, sono state riportate in Libia, torturate e poi di nuovo si sono messi in cammino. Se non ci fosse stata l’Open Arms queste 121 persone sarebbero morte”. 

Qualche giorno fa Salvini commentò così la vicenda

“Parliamo di una Ong francese, su nave con bandiera norvegese, carica 80 immigrati in acque libiche.  Personalmente, sono pronto a firmare il divieto di ingresso nelle acque italiane. Al governo spagnolo abbiamo invece scritto di farsi carico dei 120 immigrati a bordo della Open Arms, Ong spagnola”.