Sgarbi attacca Renzi: “Verso i 5 Stelle con confusione e terrore”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:15

Sgarbi attacca Renzi. Il deputato del Gruppo Misto alla Camera ha infatti bollato come “confusionaria” la proposta dell’ex leader del PD. Il critico d’arte non ci sta ed attacca il fiorentino.

Sgarbi attacca Renzi. Il deputato del Gruppo Misto della Camera non condivide il piano dell’ex leader del PD. Il politico fiorentino, infatti, starebbe cercando di iscriversi al gruppo di Franceschini, per sostenere un governo con i 5 Stelle. Questo però, sostiene il critico d’arte, non sarebbe altro che un danno. La proposta del fiorentino inoltre appare confusionaria, dettata dal terrore e dall’indifferenza per la democrazia. Ecco il post in cui Sgarbi attacca Renzi.

Sgarbi attacca Renzi: “Proposta di unirsi ai 5 stelle confusionaria e dettata dal terrore”

Con l’alleanza tra Pd e Cinque Stelle avremmo due minoranze gonfiate per fare una maggioranza contro il bene e la volontà dell’Italia che il voto confermerebbe. Dunque Renzi, iscrivendosi alla corrente di Franceschini, contro i propri interessi, e per il bene del Paese, pensa di sostenere un governo con i 5 Stelle, magari non votando la sfiducia a Conte. Difficile leggere una proposta più confusa, dettata dal terrore e dalla indifferenza per la democrazia

I cinque stelle non sono un partito ma un movimento di protesta, drogato da un comico opportunista che ha preso in giro il Paese e se n’è andato, mettendo al suo posto la ridicola controfigura di Di Maio. L’espulsione attraverso il voto di questo buffone, consentendogli, addirittura, di continuare a governare, potrebbe restituire anche al PD una responsabilità politica di opposizione responsabile. Renzi vuole invece il PD di Zingaretti marginale e subalterno al Cinque Stelle, solo per non trattare Salvini che, dalla coerenza, trarrà il maggior vantaggio politico.

Renzi invece aspira a fondersi col nulla dimenticando, inoltre, che la rappresentanza parlamentare dei Cinque Stelle è drogata, rispetto al peso reale, democraticamente accertato con le elezioni europee. Su quel dato occorre misurarsi, non con le imposture di un movimento che vuole ridurre i parlamentari e ne ha più del doppio di quelli che gli spettano.

Povero Renzi e povero Pd che, con le elezioni, avrebbe anche l’opportunità di mandare a casa i parlamentari imposti da Renzi quando era al potere. Con la sua proposta avremmo due minoranze gonfiate per fare una maggioranza contro il bene e la volontà dell’Italia che il voto confermerebbe. La realtà è che né al 5 Stelle, né a Renzi il voto conviene ma più lo rimandano e peggio sarà per loro”.