Ancora una volta la zona del Bresciano è stata colpita da una ‘supercella’ temporalesca. Venti fortissimi e grandine a chicchi grossi senza possibilità di difendersi.

Il Nord Italia continua ad essere interessato da violenti fenomeni temporaleschi e oggi un temporale ‘supercella’ ha nuovamente colpito il Bresciano. Colpa di un flusso di aria fresca che arriva in Italia ma ha origine atlantica. Quando ha incontrato il calore presente in pianura Padana, alimentata dall’anticiclone sub-tropicale, ha provocato disastri.

Il contrasto tra temperature diverse è una della cause più comuni di questi violenti fenomeni temporaleschi. Ieri era stata la volta della provincia tra Torino e Asti, in particolare a Chieri. Oggi invece la zona interessata è stata quella del Lago di Garda. In particolare paesi come Castelmella, Polpenazze sul Garda e buona parte della zona del Garda.

Qui hanno soffiato venti fortissimi, a tratti oltre i 100 km/h misti alla grandine con chicchi grandi anche più di 10 centimetri. Diversi gli alberi abbattuti, ma anche tetti divelti, travi e pali precipitati, capannoni scoperchiati e molti danni alle auto per la grandine.

Già quattro giorni fa sempre nel Bresciano, fra Rudiano e Castrezzato, erano state decine le case scoperchiate, alcune anche considerate inagibili. Cinque famiglie erano state costrette ad evacuare le loro case e anche la locale casa di riposo è stata allagata.

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Supercella, scopriamo insieme di cosa si tratta

Ma cos’è la ‘supercella’? In termini non scientifici è quello che potremmo paragonare al classico tornado americano. Quelli insomma che hanno fatto la fortuna del cinema catastrofico di Hollywood e puntualmente occupano i palinsesti di reti come Italia 1.

La ‘supercella’ è certamente il temporale più pericoloso, anche se per formarlo serve una concomitanza di fattori. Fino a qualche tempo fa in Italia erano decisamente poco comuni, ma negli ultimi mesi si stanno moltiplicando. Solitamente per il suo sviluppo è necessaria un’atmosfera instabile per diversi chilometri di altezza con condizioni di intensità crescente del vento con la quota.

La formazione di una ‘supercella’ è sicuramente favorita dalla presenza di forti correnti che soffiano anche a 50 metri al secondo. Si tratta quindi di un’unica cella temporalesca di dimensioni notevoli, con un esteso vortice. Rispetto ai normali temporali le correnti discendenti non tendono a spingersi verso l’esterno, ma sono richiamate all’interno della cella stessa. Questo provoca la formazione della caratteristica nube dalla forma a muro. E lì dentro è molto probabile la formazione di un tornado.