Sciame sismico a Rieti: da stamattina decine di scosse

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:23

Sciame sismico a Rieti, una decina di scosse si sono verificate nel centro Italia. Preoccupazione tra gli abitanti.

Un insolito sciame sismico si è verificato nella zona di Rieti. A partire dalle 06:57 di stamattina c’è stato un susseguirsi di scosse con magnitudo da 2.0 a 3.3 fino all’ultima scossa delle ore 22:06. L’Italia centrale è nota per il continuo tremare della terra, ma questo susseguirsi frequente di scosse ha lasciato un po’ di perplessità.

LEGGI ANCHE: TERREMOTO A PARMA, MAGNITUDO 3.9: SI TEME UN RITORNO AL 2012

Sciame sismico di Rieti del 1898

Il terremoto di Rieti del 1898 fu un sisma che si verificò in Italia centrale nel 1898, con epicentro a Rieti. Insieme al terremoto del 1298, è stato l’evento più distruttivo nella storia sismica della città tra quelli con epicentro locale.

Lo sciame sismico ebbe inizio nella prima metà del 1898 con delle scosse minori, le più rilevanti delle quali avvennero l’8 febbraio e il 23 aprile. Nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1898, intorno alla mezzanotte e mezza si verificò una prima, debole scossa, che tuttavia non destò preoccupazioni. Poco dopo, alle 00:47 del mattino, si verificò la scossa principale. Un fortissimo scuotimento di carattere ondulatorio anche se di breve durata (la terra tremò per circa nove secondi), cosa che probabilmente ne limitò le conseguenze. Ebbe epicentro in corrispondenza di Colle Puzzaro (al confine tra i comuni di Rieti e Cittaducale). Nei pressi della frazione Cupaello e dell’odierno quartiere di Campoloniano e avvenne ad una profondità di 8,1 km.

La città rasa al suolo dal terremoto

Le conseguenze più gravi si ebbero nel paese di Santa Rufina dove il terremoto provocò cinque morti. A Castelfranco si registrarono un morto e cinque feriti. Inoltre Cupaello di Sotto, villaggio di poche case posto nelle immediate vicinanze dell’epicentro, venne pressoché raso al suolo e non fu mai più ricostruito.

Tra i danni più frequenti furono riscontrati il crollo di tetti, solai e muri interni, il cedimento di volte e muri portanti, nonché la perdita di perpendicolarità delle pareti esterne. Tali effetti furono determinati, oltre che dalla scossa, anche dalla scarsa qualità delle costruzioni. Molte di esse erano carenti nella statica e nella qualità dei materiali impiegati.

Feriti e danni gravi si riscontrarono inoltre a Cittaducale, Torricella, Poggio San Lorenzo e Casaprota. Il sisma provocò inoltre la formazione di sette grandi spaccature nel terreno a Santa Rufina. Altre cinque spaccature si verificarono vicino Castelfranco. Conseguenza fu anche l’intorbidimento delle acque delle terme di Cotilia.