Turista francese disperso sulle montagne del Cilento, l’appello della mamma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:44

Da sette giorni un turista francese è disperso in mezzo alle montagne del Cilento salernitano. Nonostante le ricerche, di lui ancora nessuna traccia.

Sono proseguite anche oggi, senza esito, le ricerche di Simon Gautier, 29enne turista francese che da una settimana è disperso nel Golfo di Policastro, in Cilento. Il giovane era uscito per una escursione ma non ha più fatto ritorno e ora non si trova.

Era la mattina di venerdì 9 agosto quando al 112 è arrivata la telefonata di Simon Gautier,  turista francese impegnato in una camminata tra Policastro e Scario (frazione di San Giovanni a Piro), nel Cilento salernitano.

L’uomo al telefono aveva raccontato di essere caduto in un dirupo. E nel volo si era seriamente ferito entrambe le gambe, tanto da non essere in grado di proseguire. Quella che però non sapeva indicare era la sua posizione sua esatta. Le ricerche sono partite immediatamente, decine di militari, vigili del fuoco e volontari della Protezione Civile sono impegnati ma senza nessun esito.

É stato impiegato anche un elicottero che però, secondo alcune testimonianze, si è alzato in volo soltanto la mattina successiva all’incidente. E soprattutto fino ad ora nessuno è stato in grado di individuare la zona della caduta rintracciando il cellulare

Ora le ricerche sono anche state estese anche alle zone di Sapri e Maratea, che però sono decisamente distanti da quella in cui il 29enne transalpino sarebbe scomparso.

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La mamma del turista disperso: “Perché nessuno riesce a trovarlo?”

In questi giorni, come racconta ‘La Repubblica’ sono arrivati in Italia i genitori di Simon insieme ad una ventina di amici. Parteciperanno anche loro alle ricerche ma intyanto la mamma lancia un appello che sa anche di protesta.

Mio figlio è caduto in un dirupo, è ancora vivo – ha raccontato al quotidiano – ma è necessario mettere in campo più uomini e più mezzi. Francia e Italia devono fornirci l’assistenza necessaria per esplorare la zona interessata. Fa male sapere che lui è poco distante da noi e nessuno riesce a trovarlo”. E si lamenta anche del fatto che non ci siano abbastanza speleologi, alpinisti, esperti addestrati per la montagna che possano esaminare ogni anfratto di quelle montagne. Lei è sicura che il figlio sia caduto in un crepaccio, ma bisogna fare in fretta.

Anche gli amici sono determinati: “Non andremo via di qui fin quando non lo ritroveremo”. Ma si chiedono anche perché l’elicottero abbia fatto il primo giro solo nella tarda mattinata di sabato 10 agosto, quasi 30 ore dopo la richiesta di aiuto del turista. A cosa è dovuto quel ritardo?