Maledetta primavera, testo e significato del brano simbolo di Loretta Goggi

“Maledetta primavera”, un testo indimenticabile di Loretta Goggi. In vista del suo ritorno sul set, andiamo a ripescare testo e significato della storica canzone lanciata nel 1981

Loretta Goggi torna sul set per il film “Sogni”. Eppure, tra le varie interpretazioni e le tante canzoni, la 68enne italiana resta e resterà impressa soprattutto per un suo storico successo: ‘Maledetta primavera’. Una canzone scritta da Americo Casella e lanciata al Festival di Sanremo del 1981, dove si classificò seconda. Un testo che fece breccia anche all’estero è che tuttora è il più grande biglietto da visita della donna romana.

Maledetta Primavera fu tradotto in tantissime lingue, addirittura in croato e ceco, e conquistò praticamente l’intera Europa di cui in particolare Paesi come Portogallo, Olanda e Germania. Ma che significato ha di preciso?

Maledetta primavera, testo e significato del brano di Loretta Goggi

Quella di “Maledetta primavera” è la storia di una donna che si lascia andare ad una notte di passione. Prima c’è il piacere, poi il pentimento. Perché la protagonista, presto, capisce di essere sentimentalmente coinvolta. E non solo: quando lo comprende, si rende conto che il suo amore non è corrisposto.

Il nome della canzone, quindi, si riferisce a quella primavera che viene spesso identificata come l’avvio o il risveglio di qualcosa. Ma non sempre questo è positivo, se non porta i frutti sperati. Così quell’amore che sembra l’inizio di una nuova vita, diventa invece una bugia dolorosa. “Per innamorarsi basta un’ora”, canta la donna. Ma per cancellare un amore e le sofferenze che questo porta, serve molto, molto più tempo…

Il testo

Voglia di stringersi e poi vino bianco, fiori e vecchie canzoni  e si rideva di noi che imbroglio era maledetta primavera. Che resta di un sogno erotico se al mattino è diventato un poeta se a mani vuote di te non so più fare come se non fosse amore se per errore chiudo gli occhi e penso a te. 

Se per innamorarmi ancora tornerai maledetta primavera che imbroglio se per innamorarmi basta un’ora che fretta c’era maledetta primavera che fretta c’era se fa male solo a me. Che resta dentro di me di carezze che non toccano il cuore stelle una sola ce n’è che mi può dare la misura di un amore se per errore chiudi gli occhi e pensi a me. 

Se per innamorarmi ancora tornerai maledetta primavera che importa se per innamorarsi basta un’ora che fretta c’era maledetta primavera che fretta c’era maledetta come me. 

Lasciami fare come se non fosse amore ma per errore chiudi gli occhi e pensa a me. Che importa se per innamorarsi basta un’ora che fretta c’era maledetta primavera che fretta c’era lo sappiamo io e te”.

 

P.C.