Terremoto: scossa nella notte in provincia di Terni

Ancora un terremoto: scossa di magnitudo 3.0 nella notte tra il 16 e il 17 agosto in provincia di Terni, non si registrano danni.

Ancora una scossa di terremoto nel Centro Italia, stavolta in provincia di Terni. Appena una settimana fa, un terremoto di magnitudo ML 3.0 è avvenuto nella zona: 2 km NW Sarnano, provincia di Macerata. In queste ultime settimane, la terra trema in Italia. Si sono verificate decine di piccole scosse che hanno soltanto creato allarmismo tra le persone. L’ultima in ordine di tempo è avvenuta appunto in provincia di Terni, a 4 km da Acquasparta. Il capoluogo si trova a 24 km, Foligno – che più volte ha dovuto fare i conti con il terremoto in questi anni – a 24 km.

Cosa è accaduto: terremoto nella notte in provincia di Terni

La scossa di magnitudo 3.0 ha avuto luogo ad una profondità di 8 km. Erano le 3.43 del mattino quando in molti hanno percepito la scossa che ha svegliato più di un abitante. Non risultano danni alle cose ma sicuramente il ripetersi di certi fenomeni ha aumentato le paure della popolazione del Centro Italia. Oltre ad Acquasparta, entro i 10 km dall’epicentro si trovano i comuni di Massa Martana e Montecastrilli. Tra le località più importanti vicine all’epicentro del sisma di stanotte ci sono Todi e Spoleto. In tutto, entro i 20 km dall’epicentro risiedono oltre 80mila persone.

Le altre forti scosse

Altre scosse rilevanti si sono verificate il 3 luglio (magnitudo 4,1 ML alle ore 13:03 con epicentro tra L’Aquila e Pizzoli, preceduta da altri due eventi di magnitudo 3,4 ML alle ore 03:14 e 3.6 ML alle ore 11:43), il 12 luglio (magnitudo 4,0 ML alle ore 10:49 con epicentro tra L’Aquila e Roio Poggio) e il 24 settembre (magnitudo 4,1 ML alle ore 18:14 con epicentro tra L’Aquila e Pizzoli). Le scosse di assestamento si sono prolungate per circa un anno dall’evento principale e repliche di magnitudo 3 si protraggono tuttora. Ad esempio, il 30 ottobre 2011 e il 30 ottobre 2012 si sono registrate due scosse entrambe di magnitudo 3,6 ML. Nell’anno che ha seguito l’evento del 6 aprile, l’INGV ha dichiarato di aver registrato circa 18.000 terremoti in tutta l’area della città dell’Aquila.