Giornata di apprezzamento del gatto nero, cos’è e dove si festeggia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:20

Giornata di apprezzamento del gatto nero, cos’è e dove si festeggia

Ieri è stata ‘The Black Cat Appreciation Day’, ovvero la Giornata di apprezzamento del gatto nero che è volta a dissipare tutti quei miti che circondano il tenero animale. Questo evento si festeggia in particolare nel Tennessee (Stati Uniti) e non è da confondere con la ‘Giornata nazionale del gatto nero’.  I gatti neri hanno meno probabilità di essere adottati, così come anche i cani dello stesso colore. Nonostante ciò però, gli animali ricambiano sempre con coccole ed amore.

Miti e leggende dietro il gatto nero

Numerose sono le leggende che hanno circondato da sempre il gatto e più sfortunatamente il gatto nero che tutt’oggi ne fa le spese. Il suo manto scuro lo ha reso da sempre un animale misterioso con cui si è guadagnato la fama di porta sfortuna.

Tutto nasce nel medioevo, quando il fervore del cristianesimo superava di gran lunga il buonsenso, con la caccia alle streghe a cui il felino era strettamente associato. Spesso di questi si prendevano cura vecchie signore, chiamate anche gattare, e finivano poi entrambi sul rogo. Addirittura papa Gregorio IX, nel 1233, emanò la bolla Vox in Roma, in cui condannava il gatto nero proprio come incarnazione di Satana. Questo diede una spinta enorme allo sterminio di tutti i gatti neri. Spesso si pensa anche che, quando un gatto attraversa la strada, porta sfortuna. Questo perché in passato, quando si viaggiava sulle carrozze, l’animale spaventava i cavalli che facevano di conseguenza ribaltare tutto.

Nell’antico Egitto, invece, il gatto nero ed in generale i felini, erano delle vere e proprie divinità. Infatti la Dea Bastet viene rappresentata come un bellissimo gatto nero o una donna con una testa di gatto. Questa divinità era un simbolo positivo di armonia e felicità, protettrice della casa, custode delle donne in attesa e capace di tenere lontani gli spiriti maligni. Simbolo delle forze del bene, grazie ai loro occhi luminosi, veniva preservato in tutto e per tutto. Se, per esempio, divampava un incendio in una casa, andava salvato prima l’animale. In caso di morte si teneva il lutto.

Nell’antica Roma pure erano considerati dei portafortuna. Per tale motivo, dopo la loro morte, si usava bruciarli e poi spargerne le ceneri per augurarsi un buon raccolto.

Leggi anche—> MIKE TYSON E LA MARJUANA: “NE FUMO 40MILA DOLLARI AL MESE!”

M.D.G