John Dillinger, chi era il criminale statunitense

John Dillinger, ecco chi era il criminale ‘gentiluomo’

John Dillinger è stato un criminale nato ad Indianapolis il 22 giugno del 1903. Principalmente rapinatore di banche, nella cultura popolare è rappresentato come un gangster vestito in modo impeccabile mentre imbraccia un mitra Thompson. Questo perché molti ostaggi lo ricordano sempre vestito con abiti di alta classe mentre commetteva i propri crimini.

Ha incominciato col rapinare la drogheria vicino casa sua a soli 21 anni. Primo crimine e primo arresto dal quale fu poi rilasciato grazie alla matrigna. Nel corso degli anni ha commesso rapine via via ben più importanti che gli valsero un altro arresto nella prigione dell’Ohio, per poi essere trasferito nel Michigan, dal quale poi evase. A ridosso degli anni ’30, isolato dalla malavita, di alleò con ‘Baby Face’ Nelson, ben più rude e senza scrupoli di Dillinger. I due, insieme, si divisero la fama di ‘nemico pubblico’.

Il 25 gennaio del 1934 fu arrestato in un hotel insieme alla sua gang e fu portato nella prigione di Crown Point, nell’Indiana, dove venne rinchiuso e fu fotografato in alcune famose foto che lo ritraevano abbracciato al direttore del carcere, arrivando a scatenare un vero e proprio caso politico nazionale. Anche stavolta però evase, ma nello scappare prese in ostaggio alcuni agenti e rubò la vettura del direttore del carcere varcando il confine dello stato dell’Indiana commettendo un reato federale e permettendo all’FBI di riacciuffarlo 4 mesi dopo la fuga.

Joh Dillinger, morto per mano dell’FBI

John Dillinger fu ucciso, dopo essere stato identificato perché nel frattempo si era sottoposto a chirurgie facciali, a tradimento con cinque colpi d’arma da fuoco da alcuni agenti dell’FBI fuori ad un cinema di Chicago. L’uomo era insieme alle prostitute Polly Hamilton ed Ana Cumpanas. A tradirlo fu proprio quest’ultima che passò alcune informazioni ai servizi segreti per far catturare il criminale, con la promessa di evitare l’espulsione in Romania, sua terra natale. Nonostante ciò, in seguito l’espulsione fu confermata.

A distanza di 85 anni, il nipote ha ottenuto la riesumazione del cadavere perché sostiene che John Dillinger non sia mai stato realmente ucciso. Sarà comunque complicato estrarre i resti in quanto, prima di sotterrarlo, fu applicata un’importante e spessa protezione di lastre su ordine del padre. La paura era che trafugassero il corpo.

Oggi, in suo onore, è stato aperto anche un museo e, nonostante i suoi crimini, resta famoso nella cultura di massa.

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M.D.G