Mario Balotelli al Brescia: “Non ho paura di fallire”

Prima conferenza stampa di Mario Balotelli come nuovo giocatore del Brescia. Ha spiegato i motivi della scelta e spera ancora nella Nazionale.

Mario Balotelli riparte dal Brescia, ormai non ci sono più dubbi,. Oggi le prime parole da nuovo giocatore della squadra di Massimo Cellino. Super Mario ha spiegato perché questa scelta, con il Flamengo che gli ha fatto una corte serrata.

“C’eravamo già incontrati con il presidente – ha detto Balotelli in conferenza stampa – ma tutto è nato dopo aver parlato anche con Mino Raiola. Per me non è stato così difficile scegliere il Brescia”. Lo conferma anche il presidente che certifica l’operazione come puramente tecnica e non mediatica: “Mi piace a livello fisico e tecnico, non l’ho preso perché dovevo vendere abbonamenti in più. E non vorrei nemmeno che Mario si sentisse troppo sotto pressione per una scelta del genere. Quando si perde, lo fanno in undici, non il singolo”.

Balotelli però ha sgombrato subito il campo: “Mi pare abbiate più voi paura di un mio fallimento di quanto ne abbia io. Io non ho paura, proprio zero. Sto bene, sono sereno. E poi qui sono veramente a casa mia”.

Una scelta di cure e di vita, quindi. Anche per stare più vicino alla mamma. Quella adottiva, Silvia, alla quale è legatissimo: Quando ho detto a mia mamma della possibilità di giocare a Brescia si è messa a piangere. Lei è felicissima e per mio padre sarebbe stato un sogno vedermi giocare qui”, Il papà è morto quattro anni fa, ma lui lo sente sempre presente.

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Balotelli al Brescia, le parole su Nazionale e razzismo

Tornare in Serie A per Mario Balotelli significa anche puntare di nuovo alla Nazionale? “Andare all’Europeo del prossimo anno è il mio obiettivo. E Mancini mi ha fatto gli auguri, so che con lui in panchina dipende solo da me. Prima però ho l’obiettivo di far crescere questa squadra, anche grazie al mio contributo che potrò dare. Giocherò tutte le partite al massimo. Ho avuto solo la sfortuna di dover scontare una squalifica di quattro giornate. Sarà uno stimolo per quando ritornerò in campo”. Succederà, come un segno del destino, alla quinta giornata contro la Juventus.

L’ultimo pensiero è per un tema caldo, che lui non ha mai avuto paura di affrontare. “Non voglio pensare al rischio di nuovi cori di discriminazione. Spero che la situazione in Italia sia migliorata rispetto agli anni passati. Io leader? C’è chi lo è nello spogliatoio e chi facendo gol. Io penso di esserlo sempre stato, ma è normale che crescendo ti responsabilizzi e hai maggior influenza sui giovani”.