Open Arms: “Italia e Spagna assicurino mezzi ed un porto sicuro”

Open Arms, la tensione sale. La nave dell’organizzazione no profit con oltre un centinaio di migranti a bordo sta cercando aiuto da oltre due settimane ma ormai è al centro di tensioni internazionali.

Nuovo comunicato dell’organizzazione non governativa Open Arms che ancora non vede la soluzione all’orizzonte. Nella giornata di ieri, infatti, la tensione è salita ed anche in modo piuttosto netto dati i comunicati e le parole di importanti attori della scena. Il Primo Ministro della Spagna, infatti, avrebbe dato la sua disponibilità immediata ad accogliere la nave in un porto sicuro. Pedro Sancher, infatti, ha pubblicamente sostenuto di aver indicato il porto di Algeciras, in Andalusia, come luogo per lo sbarco.

“Ho indicato che il porto di Algeciras sia abilitato per ricevere OpenArms. La Spagna agisce sempre nelle emergenze umanitarie. È necessario stabilire una soluzione europea, ordinata e di supporto, che guidi la sfida migratoria con i valori del progresso e dell’umanesimo dell’Ue”. 

Open Arms, sale la tensione a livello internazionale

Open Arms, però, ha rifiutato tale ipotesi. Ciò ha ovviamente causato un vero e proprio caos mediatico, con tante polemiche ed attacchi all’organizzazione non governativa. Il Ministro e capo della Lega, Matteo Salvini, ha attaccato subito l’organizzazione. Ecco le sue parole su Twitter:

“La Ong spagnola rifiuta il porto offerto dalla Spagna! Incredibile e inaccettabile, organizzano crociere turistiche e decidono loro dove sbarcare? Io non mollo, l’Italia non è più il campo profughi d’Europa!”. 

Per placare le acque e spiegare il motivo di tale rifiuto, Open Arms ha risposto a sua volta con un comunicato. L’equipaggio ha fatto sapere che per loro sarebbe impossibile andare in Spagna e sostenere un viaggio di altri 7 giorni in quelle condizioni.

Non abbiamo rifiutato l’offerta della Spagna, solo fatto presente che dopo 17 giorni in mare con 107 persone stremate e la situazione di emergenza a bordo non siamo in grado di affrontare 7 giorni di mare. Non riusciamo più a contenere la disperazione. Non riusciamo più a spiegare. Le parole mancano. Siete dei vigliacchi. Giorno 17. Miserabile. Miserabile è chi utilizza 107 esseri umani “senza nome” e dei volontari come ostaggi per fare propaganda xenofoba e razzista. Complici, tutti quelli che lo permettono e si prendono gioco del loro dolore degli altri”. 

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Nuova richiesta di stamattina

Stamattina, stremati dalla situazione, i ragazzi di Open Arms hanno pubblicato un altro comunicato. Da quanto si legge sarebbero anche favorevoli ad accettare la destinazione Spagna, ma ad una condizione. Il Governo iberico e quello italiano dovrebbero mettere a disposizioni i mezzi ed i materiali necessari affinché lo sbarco sia sicuro. Magari dando un nuova barca, essendo quella in cui ora sono stipati i profughi stretta e forse inadatta ad un nuovo ed imminente viaggio così lungo.

“Se davvero un accordo è stato trovato, è indispensabile che Italia e Spagna si assumano la responsabilità di garantire, mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari, che queste persone finalmente sbarchino in un porto sicuro“.