Omicidio Vannini, la verità il 7 febbraio in Cassazione: le ultime

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:13

Omicidio Vannini, la verità il 7 febbraio in Cassazione: le ultime

Sarà il 20 febbraio prossimo il giorno della sentenza della Cassazione riguardo l’omicidio di Marco Vannini, avvenuto il 15 maggio 2015 nella villetta a Ladispoli della famiglia della fidanzata.

La sentenza in Appello aveva ridotto la condanna di Antonio Ciontoli da 14 a 5 anni e confermato i 3 anni per la moglie Maria Pezzillo e per i figli Martina e Federico, potrebbe essere sia confermata che annullata. In quest’ultimo caso si disporrebbe un processo d’Appello bis.

La difesa dei Ciontoli, nel ricorso alla Cassazione, ha chiesto un’altra riduzione della pena di 5 anni inflitta in appello. La Procura ha invece chiesto l’annullamento della suddetta sentenza con la riformulazione del reato in omicidio volontario e non colposo. In caso di ricorso accolto, i magistrati disporranno un nuovo processo di secondo grado di cui Antonio Ciontoli sarebbe l’imputato per omicidio volontario. Accusa per cui era stato condannato in primo grado a 14 anni. Questo perché i giudici avevano ritenuto che, dopo lo sparo che ferì Marco (per l’imputato “accidentale”) nella casa dei Ciontoli, nessuno soccorse subito il ragazzo, lo lasciarono anzi morire dopo ore di sofferenze. La riformulazione in omicidio volontario è stata chiesta anche per la moglie e i figli di Ciontoli, condannati a 3 anni per omicidio colposo.

Omicidio Vannini, favoreggiamento per ex maresciallo Roberto Izzo?

Si ricorda inoltre che esiste una seconda pista che vede indagato, per favoreggiamento e falsa testimonianza, l’ex maresciallo Roberto Izzo. Costui è amico di Antonio Ciontoli ed era in servizio presso la caserma di Ladispoli quando si verificò la tragedia. L’artigiano Vannicola, che dice di essere stato suo intimo amico, ha dichiarato a Le Iene, e poi al magistrato, di avere ricevuto una confidenza scottante da Izzo.

Pare che Ciontoli avrebbe raccontato ad Izzo che a sparare Marco sarebbe stato suo figlio Federico. Quest’ultimo avrebbe poi chiamato il padre per chiedergli cosa fare e come comportarsi per rimediare al ‘guaio’ fatto. Izzo ha negato questa versione e successivamente ha sporto denuncia nei confronti di Vannicola.

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M.D.G