UFFICIALE – Bayern Monaco, preso Coutinho: cifre e dettagli

Coutinho al Bayern Monaco, ora è ufficiale. Il calicatore brasiliano non ha convinto con la maglia del Barcellona e per questo ha deciso ufficialmente di cambiare aria ed andare a giocare in Bundesliga. 

Philippe Coutinho al Bayern Monaco, ora è anche ufficiale. Nelle ultime ore Adidas si era fatta scappare già un’anteprima sul numero di maglia che il fantasista avrebbe vestito, la numero 10. Ora però è tutto ufficiale, il calciatore ha firmato un contratto che lo legherà al club tedesco per il prossimo anno. Poi la dirigenza deciderà se riscattare o meno il gicoatore attivando la clausola da 120 milioni di euro stabilita con il Barcellona.

Coutinho al Bayern Monaco, il comunicato del Barcellona

“FC Barcelona e Bayern Monaco hanno raggiunto un accordo per il prestito del giocatore Philippe Coutinho al club tedesco per la stagione 2019/20. Il Bayern Monaco pagherà 8,5 milioni di euro per il prestito e l’intero ingaggio del giocatore. L’accordo prevede anche un’opzione di riscatto per il Bayern fissata a 120 milioni di euro

L’FC Barcelona desidera ringraziare pubblicamente Philippe Coutinho per il suo impegno e la sua dedizione, e gli augura il meglio in questa nuova fase della sua carriera. 

Il brasiliano è arrivato al Barça nella finestra di mercato di gennaio nella stagione 2017/18 da Liverpool. Da allora ha giocato un totale di 75 partite come blaugrana in cui ha segnato 21 gol e fornito 11 assist. 

Per quanto riguarda i trofei vinti con l’FC Barcelona, ​​Philippe Coutinho ha vinto due volte il campionato (2018 e 2019), la Copa del Rey (2018) e la Supercoppa spagnola (2018)”. 

 

Le prime parole del giocatore e del ds del club tedesco

Ecco le parole del direttore sportivo del Bayer Monaco, Hasan Salihamidzic: “Philippe ha messo in chiaro sin da subito, durante la trattativa col Barcellona, che voleva assolutamente venire al Bayern. È un giocatore di classe mondiale che può essere impiegato in diverse posizioni del campo. Per cui il Bayern ha guadagnato in qualità. Coutinho ci aiuterà a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Queste invece le parole del giocatore dopo la firma: Per me questo trasferimento rappresenta una nuova sfida in un nuovo Paese, in uno dei migliori club d’Europa. Non vedo l’ora di iniziare. E come il Bayern, anche io ho grandi ambizioni. Questa è una squadra con grandissima storia e speriamo di fare qualcosa di importante insieme ora. Ruolo? Ho giocato a centrocampo, come mezzala, come ala ed attaccante. Seguirò il mister”. 

LEGGI ANCHE —> Oggi in diretta Wolves-Manchester United, ecco dove vedere il match in streaming 

Il retroscena di Benitez

Rafa Benitez, ex allenatore dell’Inter, spiegò ai microofni di AS qualche mese fa perché Coutinho non trovava spazio in nerazzurro. Ecco le sue parole:

“Non è che il mio metodo non ha funzionato all’Inter. Lì ho vinto due trofei e senza gli acquisti che mi erano stati promessi. E’ arrivato solo Coutinho, che era un bambino. Al Real Madrid, invece, ero dove dovevo essere: a due punti dal Barcellona, qualificato al turno successivo di Champions League. A volte semplicemente non ti permettono di vincere. All’interno di uno spogliatoio, bisogna gestire l’ego dei vari calciatori. Non è sempre facile applicare il proprio metodo, perché ovviamente ci sono giocatori con teste diverse.Mi avevano promesso degli acquisti, ma poi non è arrivato nessuno. E, ovviamente, alla fine abbiamo avuto una crisi. 

In rosa c’erano ben 15 giocatori di età superiore ai 30 anni. Quella squadra, poi, ebbe poi troppi infortuni. Alcuni giocatori, infine, non volevano accettare l’idea di dare spazio a Philippe Coutinho, all’ora diciottenne. Un giocatore che aveva vinto il Triplete non riusciva proprio a capire perché dovesse avere più spazio di lui.

Ma se abbiamo vinto in Spagna, Italia e Inghilterra significa che funziona. Sono un allenatore meticoloso, e per me questo è un aspetto positivo quando si vuole vincere. Ci sono allenatori fortunati, che arrivano e che hanno giocatori che risolvono tutto. Io non sono così, perché curo tutti i dettagli cercando di ottenere il massimo dai giocatori che ho a disposizione. VAR? Nel calcio di oggi è necessario. Bisogna imparare a gestirlo, ma è indispensabile“.