Crisi di governo, voteremo il 27 ottobre?

Crisi di governo: il Premier Conte si dimette nonostante la Lega abbia ora ritirato la mozione di sfiducia. Elezioni il 27 ottobre?

Giuseppe Conte sta per dimettersi, ma intanto la Lega ha ritirato la mozione di sfiducia al Senato presentata nei confronti del governo. Solo l’ultimo colpo di scena in una giornata frenetica che non ha ancora finito di regalare sorprese.

Ma cosa succederà adesso? Sicuramente il Presidente del Consiglio salira al Quirinale per parlare con Sergio Mattarella e, nel caso confermi le sue dimissioni, toccherà al segretario generale della Presidenza della Repubblica leggere un comunicato. Qui si annunciano formalmente le dimissioni e il fati che il governo rimarrà in carica per sbrigare gli affari correnti.

Poi il passaggio alla Camera e al Senato del Presidente dimissionario che comunicherà anche a loro le dimissioni. I due rami del Parlamento potranno votare solo atti urgenti e provvedimenti sui quali i capigruppo sono d’accordo all’unanimità.

Quasi immediatamente partiranno le consultazioni, con un calendario che verrà comunicato nelle prossime ore. Già domani potrebbero essere sentiti dal Presidente della Repubblica sia il presidente emerito Giorgio Napolitano che i presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, oltre ai capigruppo (con o senza i leader di partito).

Se nel corso delle consultazioni non verrà individuata una maggioranza disposta a sostenere un governo, il Capo dello Stato dopo aver ascoltato i presidenti di Camera e Senato, come vuole la Costituzione, scioglie le Camere. La data del voto verrà fissata tra 60 e 70 giorni dallo scioglimento, quindi è possibile che le Politiche vengano fissate per domenica 27 ottobre.

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Matteo Renzi si chiama fuori dal nuovo possibile governo

Ma quali sono le ultime reazioni alla crisi di oggi? Matteo Renzi in Parlamento ha ribadito che non farà parte di un eventuale nuovo esecutivo con intesa tra Pd e Movimento 5 Stelle. Ha anche aggiunto che nessuno dei suoi fedelissimi, come Boschi o Lotti, non entreranno nel nuovo eventuale governo: “Se mi chiedono un consiglio, direi a Lotti e Boschi di starne fuori. E se li conosco bene, ne resteranno fuori”.

Secondo il noto economista tedesco Daniel Gros, intervistato da Quotidiano.net, l’Italia deve andare al voto: “Inutile rimandarlo, servirebbe solo a rinviare il problema a più tardi. È chiaro che andare a elezioni aumenta il livello d’incertezza. Così come il rischio di far precipitare l’Italia in mano a un esecutivo antieuropeista e indifferente all’aumento del debito pubblico. D’altra parte, rimandare il voto rischia di rafforzare questa parte politica sul lungo periodo”.

E un governo tecnico? “Gli esecutivi tecnici che abbiamo visto nel passato non hanno fatto altro che rafforzare le forze populiste e antieuropeiste. Non mi sembra una buona idea, Ma sono anche sicuro che gli italiani non sono disposti a imbarcarsi in un’altra avventura autoritaria”.