Gaffe della Boschi: “Salvini da premier sceglierà il pres. della Repubblica”

Gaffe Boschi, la preminente figura del PD attacca Salvini ma compie un grande errore. La politica di sinistra, infatti, attribuisce al premier dei compiti e dei poteri che in realtà non ha. 

Gaffe della Boschi. La politica del PD, infatti, ha attaccato con forza Matteo Salvini. Nulla di strano, dato gli schieramenti quasi opposti. Il fatto è che la politica del partito Democratico attacca il leader della Lega attribuendo al premier ruoli e poteri che in realtà non vanta. Ecco le sue parole riportate da Repubblica:

“Lo scenario è cambiato. Se pensiamo a una settimana fa Salvini sembrava invincibile oggi è fuori dai giochi. Io sarò la mummia ma lui mi pare abbastanza imbalsamato. Garantiamo un appoggio a un esecutivo se ha un programma chiaro, forte, che possiamo condividere per quello che ha detto anche il segretario Zingaretti. Ci vuole un impegno forte su contenuti. Certo, noi preferiamo un governo istituzionale. Se sarà di legislatura, vedremo. Io al Governo con il M5S? No, grazie”. 

E poi in a Sky: “Il M5S ha dimostrato di essere pieno di incapaci ed incompetenti. Salvini? Tra trovarmi lui premier, che può decidere il prossimo Presidente della Repubblica, i vertici delle forze armate e potrebbe avere i numeri per cambiare da solo la costituzione, preferisco un’altra strada. Non voglio dare il Paese alla destra per i prossimi cinque anni onestamente”. 

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Gaffe Boschi: “Salvini premier nomina il pres. della Repubblica e cambierà la Costituzione”

Di seguito dei tratti presi da Governo.it, sito ufficiale del Governo con spiegazioni degli articoli della costituzione. E’ facilmente comprensibile che lo scenario descritto dalla Boschi è impossibile, dato che il premier non vanta tali poteri.

“Al Presidente del Consiglio, in quanto capo dell’Esecutivo, la Carta costituzionale conferisce un’autonoma rilevanza, facendone il centro nevralgico dell’intera attività del Governo: egli, infatti, ne dirige la politica generale e ne è il responsabile, mantiene l’unità di indirizzo politico e amministrativo, promuove e coordina l’attività dei Ministri.

l Presidente del Consiglio è, dunque, titolare di un potere di direzione dell’intera compagine governativa, il che lo abilita a svolgere ogni iniziativa volta a mantenere omogeneità nell’azione comune della coalizione, finalizzandola alla realizzazione del programma esposto in Parlamento al momento del voto di fiducia. Tali funzioni, però, non si spingono sino a determinare unilateralmente la politica generale del Governo, compito questo assolto collegialmente dal Consiglio dei Ministri attraverso le sue deliberazioni.

“Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.

All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato.

L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta”. 

 

“Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti”.