Mimmo Lucano sta ancora aspettando il permesso di tornare a casa. Per difendere il suo diritto di tornare dal padre, è intervenuto Mauro Palma. Di seguito le parole del Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute. 

Mimmo Lucano sta ancora aspettando un permesso speciale. L’ex sindaco di Riace, infatti, è attualmente costretto ad un vero e proprio esilio dalla propria città. A causa di illeciti ed un processo ancora in atto, l’ex politico italiano non può tornare più nel suo paese natale. Ed è proprio lì che il padre 93enne sta morendo e vorrebbe rivedere suo figlio un’ultima volta prima di chiudere per sempre gli occhi. Le cose però sono parecchio complicate. Lucano vorrebbe dire addio al padre e stare vicino ai famigliari ed agli amici, che a loro volta vogliono essergli vicino in un momento così triste della sua esistenza. Dare l’addio ad un genitore non è facile e segna un vero e proprio solco nella storia della vita di ogni persona. Per questo ci si sta muovendo per far rincontrare i due.

Mimmo Lucano, il Garante delle persone detenute: “Lo stanno punendo”

Proprio per cercare di trovare un accordo tra le parte è intervenuto un esperto sulla tematica. Parliamo di Mauro Palma, Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute. Ecco le sue dichiarazioni riportata da Repubblica

“Quanto deciso ha un sapore punitivo che, in qualche, modo non corrisponde al modo in cui i provvedimenti sono stati pensati e istituiti, come il confinamento. Sono preoccupato di questa distorsione.

Alcuni provvedimenti raggiungono dei livelli così forti, tanto da toccare uno dei principi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Precisamente nell’ambito del diritto al mantenimento dei rapporti affettivi. Questi acquistano una fisionomia diversa e un significato diverso rispetto a quello che dovrebbero avere”. 

L’appello del Comitato Undici Giugno

“Ill.mo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,

ci appelliamo alla Sua conclamata sensibilità ed al Suo rispetto per i valori umani e per la dignità della persona. Chiediamo il Suo urgente intervento in relazione alla nota vicenda politica e giudiziaria riguardante Domenico Lucano. Il Sindaco del Comune di Riace (RC) per tre mandati consecutivi, vicenda a Lei certamente nota.

Dal 4 ottobre 2018, a seguito della richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri (RC), Domenico Lucano è stato sottoposto a misure cautelari restrittive della libertà personale. E’ ovvero agli arresti domiciliari prima ed al divieto di dimora nel comune di Riace (RC) poi, misura quest’ultima ancora efficace.

Le ragioni dell’applicazione delle citate misure cautelari nei confronti di Domenico Lucano, accusato di essersi adoperato per favorire l’immigrazione clandestina attraverso la celebrazione di matrimoni fittizi. Oltre che di aver proceduto ad affidamento diretto del servizio di raccolta di rifiuti a cooperative sociali. Queste venivano ricondotte al rischio di reiterazione dei reati contestati e di inquinamento probatorio in considerazione della carica di Sindaco.

Carica che Domenico Lucano ha rivestito nel Comune di Riace fino allo scorso 26 maggio, data in cui i cittadini di Riace hanno eletto una nuova amministrazione comunale.  Nella quale Domenico Lucano non ricopre alcuna carica pubblica, né amministrativa né politica.

Chiaro ed evidente risulta che oggi non vi è alcun motivo per ritenere che siano concrete ed attuali le motivazioni che hanno condotto all’applicazione delle citate misure cautelari.

A tutto quanto sopra si aggiunga che è pendente dinnanzi al Tribunale di Locri (RC) un processo a carico, tra gli altri, di Domenico Lucano, in cui verrà accertata la fondatezza delle accuse e rispetto al quale lo stesso ha sempre dichiarato piena fiducia nella magistratura”. 

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Il ricorso vinto da Mimmo Lucano

“Si aggiunga altresì che lo scorso mese di marzo 2019, a seguito del ricorso presentato dagli avvocati difensori di Lucano, si è pronunciata la Suprema  Corte di Cassazione che – in buona sostanza – ha ritenuto insussistenti le ragioni che hanno portato all’applicazione della misura restrittiva della libertà personale.

Alla luce di quanto sopra, ed in particolare della cessazione di ogni carica, di fatto, Domenico Lucano, cittadino incensurato, né, prima d’ora, neppure indagato per alcun tipo di reato, risulta oggetto di un esilio politico. Esilio non giustificato da alcuna ragione giuridica.

Atteso che in questi giorni, l’anziano padre di Domenico Lucano, Roberto, 93enne, sta trascorrendo quelli che potrebbero essere i suoi ultimi giorni di vita visto il notevole aggravamento della propria situazione di salute (affetto da una grave forma di leucemia è stato colpito anche da un infarto) nella propria abitazione di Riace ove il figlio, Domenico, non può recarsi neanche per una breve visita.

In considerazione di tutto quanto sopra ci appelliamo alla Sua sensibilità ed ad un gesto umanitario, per dare la possibilità a Domenico Lucano ed al padre di potersi salutare con serenità dentro le mura della loro casa.

A tal fine chiediamo il Suo intervento. Affinché, con qualunque strumento a Sua disposizione e considerata la Sua posizione di Garante dei diritti costituzionali, si consenta a Domenico Lucano di poter tornare nel comune di Riace. A far visita ed assistere il proprio anziano padre.

Confidando in un sollecito ed urgente riscontro e ringraziando per l’attenzione, si inviano

Distinti saluti.
Comitato Undici Giugno”.