PD Zingaretti ha fatto il punto sulla complessa situazione del Governo. Il numero uno del Partito Democratico, infatti, ha commentato quanto accaduto ed anche fatto promesse ai possibili elettori. 

PD, Zingaretti Nicola ha parlato ai microfoni del TG2. Il numero uno del Partito Democratico ha commentato quanto accaduto ieri e comunque negli ultimi giorni. Ma non soltanto. Zingaretti ha anche parlato del futuro e dettato pubblicamente i 5 punti che saranno cardini nella visione del suo PD.

PD, Zingaretti: “Io premier? Ho già impegni…”

Io Premier? Io faccio il presidente della Regione Lazio e il segretario del Pd e credo siano già due impegni molto gravosi e intendo continuare a fare questo. Rispetto a un governo che è entrato in crisi, bisogna dare vita a nuovo governo cioè una nuova squadra, però unito intorno al programma. 

Il Governo giallo-verde che è caduto? E’ stato uno dei peggiori della Storia della Repubblica, è durato appena 14 mesi. Per il Paese l’eredità di questo governo è drammatica. 

Piani? Il problema non è l’esercizio provvisorio, ma la manovra mostruosa che abbiamo davanti. Togliamoci dalla testa che trovare 23 miliardi sia facile, per questo la manovra è il primo punto del confronto. 

Governo di transizione? Non credo in un governo di transizione che porti al voto. Sarebbe rischioso per i Democratici e anche per il Paese. Ora tocca a noi muoverci e indicare una strada. Dentro il percorso di consultazione dobbiamo dare la disponibilità se c’è la possibilità di una nuova maggioranza parlamentare in grado di dare risposte serie ai problemi del Paese. 

I 5 punti del mio PD? Appartenenza leale all’Unione europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del parlamento; sviluppo basto sulla sostenibilità ambientale; cambio nella gestione di flussi migratori,con pieno protagonismo dell’Europa; svolta delle ricette economiche e sociale, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti. 

Sono molto contento e molto soddisfatto per il livello di unità e compattezza che abbiamo trovato nella direzione del partito che per la prima volta dopo moltissimi anni ha votato dandomi un mandato all’unanimità. Noi siamo pronti per riferire al presidente Mattarella la nostra piena disponibilità a verificare le condizioni di un governo di svolta utile al paese. 

Accordi da fare? Nessun accordicchio sottobanco ma alla luce del sole, la verifica per costruire un programma possibile, condiviso da un’ampia maggioranza parlamentare. Verificheremo alla luce del sole queste condizioni che, se non si realizzeranno, porteranno il Paese a elezioni anticipate. 

Noi con il M5S? Non sarò al governo con il Movimento 5 Stelle. Posso votare la fiducia se ci sarà un’ipotesi di governo, posso dare una mano sui contenuti ma al governo con i Stelle anche no, grazie”.

Le parole della Boschi

Ha poi parlato Maria Elena Boschi, altro membro del PD

“Garantiamo un appoggio a un esecutivo se ha un programma chiaro, forte, che possiamo condividere per quello che ha detto anche il segretario Zingaretti. Ci vuole un impegno forte su contenuti. Certo, noi preferiamo un governo istituzionale. Se sarà di legislatura, vedremo. Io al Governo con il M5S? No, grazie”. 

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Renzi non vede un’alleanza possibile

Qualche giorno fa sono trapelate delle dichiarazioni di Matteo Renzi proprio sull’attuale leader del PD

“Io, così, con Zingaretti non ci sto. Alle elezioni vado solo, non sto nel partito di Zingaretti, Bersani e D’Alema: non sto con chi ha distrutto l’unità del Pd“. Sono le parole di Matteo Renzi che, riporta Il Foglio, avrebbe fatto tali confessioni ad un suo collaboratore. 

“I comitati sono pronti”, parlando della rete Azione Civile di Scalfarotto e Rosato.“Basta un attimo per far partire il partito. Faccio anche io la mia campagna elettorale dalla spiaggia, non ho problemi. Posso prendere il 5, il 10, il 15, non importa”. La certezza resta una: “Con questo Pd alle elezioni non posso andare”.

E poi su Facebook

“Questa mattina ho fatto una proposta. Un Governo NoTax che eviti l’aumento dell’IVA e che metta in sicurezza i conti pubblici italiani. Mi sono rivolto a tutti, anche a chi in questi anni mi ha insultato, offeso, diffamato.

Ed è comprensibile che alcuni amici siano spiazzati, scettici, dubbiosi

Ieri sera, dopo aver fatto l’intervista al Corriere, sono andato a mangiare una pizza con la mia famiglia dai miei genitori. Ho pensato ai giorni in cui delle persone inqualificabili dei Cinque Stelle facevano i segni delle manette nei confronti di due cittadini incensurati settantenni finiti per colpa mia in vicende più grandi di loro.

Se vado di pancia dico che non farò mai accordi con chi mi ha ferito e ha ferito la felicità della mia famiglia. Se penso al Paese, invece, credo che sia giusto mettere al centro l’interesse generale, non il mio orgoglio. Il bene comune, non la mia rabbia.

Si, mi hanno insultato e mi hanno denigrato. Ma si fa politica con i sentimenti, non con i risentimenti. 
Lo dico a chi ha dubbi, ma lo dico innanzitutto a me stesso.

La vittoria di Salvini rischia di buttarci fuori dall’Europa e l’arroganza con la quale egli pretende di stabilire persino le date del voto lascia straniti.

Vuole pieni poteri per far che? Per portarci via dall’Euro? Per cacciare chi ha il colore della pelle diverso? Per educare all’odio i nostri figli?
Ho fatto una proposta seria.

È una proposta che mi costa molto dal punto di vista umano ma che è la strada giusta dal punto di vista politico. 

Adesso tocca a ciascun parlamentare decidere, guardandosi negli occhi e nel cuore
Tornando a casa dalla pizza di ieri, ho pensato che fare politica è questo: pensare al bene di tutti, non alle proprie ripicche.

E anche se mi costa tanto, penso che sia una soluzione giusta per l’Italia. Chi dirà di no, si assumerà le proprie responsabilità. Io stasera posso guardarmi allo specchio fiero di aver messo l’interesse dell’Italia davanti alle mie vicende personali”.