L’Amazzonia brucia, in India piantati milioni di alberi

Amazzonia in fiamme, con oltre 70mila incendi da inizio anno, mentre in India e Pakistan impazza il rimboschimento. Due fenomeni a confronto.

Da una parte l’Amazzonia brucia, con 73mila i roghi registrati in Brasile nei primi otto mesi dell’anno. E dall’altra l’India, ma anche il Pakistan, si stanno trasformando in polmoni verdi per scelta e e necessità.

L’Amazzonia devastata dai roghi sta diventando un caso internazionale. Tra gennaio e agosto 2019 il numero degli incendi è cresciuto dell’83% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Difficilmente si tratta di fenomeni spontanei nonostante questa, fino a novembre, sia la stagione più secca. Sotto accusa quindi gli agricoltori e gli allevatori che per ricavare nuove tenere terre da coltivare e per i pascoli disboscano selvaggiamente.

Ma sotto accusa è finito anche il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro. In un primo tempo ha derubricato questi incendi come un fenomeno normale. Poi ha addossato la colpa alle organizzazioni non governative ambientaliste, che li avrebbero appiccati per attaccarlo dopo i tagli operati ai fondi.
Intanto però il disboscamento della Foresta Amazzonica ha fatto registrare lo scorso luglio un aumento di quasi il 300% rispetto all’anno precedente. Significa un totale di 1.345 chilometri quadrati di piante sparite. Le conseguenze più tangibili? Il 19 agosto scorso la città di San Paolo è stata avvolta da una fitta coltre nera di fumo, facendo diventare buio anche il giorno. E la
Commissione Europea si è detta “seriamente preoccupata” per gli incendi in Amazzonia. Un tema che verrà affrontato già nel G7 in programma dal 24 agosto a Biarritz, in Francia.

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India e Pakistan, nuovi record di alberi piantati

Una situazione drammatica, quella dell’Amazzonia in fiamme, che contrasta con quanto sta avvenendo in Oriente. Nel giugno scorso l’India è entrata nel Guinness dei Primati con 66 milioni di alberi piantati in poche ore. Un lavoro che ha coinvolto un milione e mezzo circa di persone che ha lavorato nella provincia Madhya Pradesh. Una media di 44 alberi a testa, sulle sponde del fiume Narmada.
Un record ma anche una necessità per il Paese più popoloso al mondo. Il governo infatti ha firmato ufficialmente un accordo per contrastare la deforestazione, un rimboschimento lungo una superficie di 95 milioni di ettari entro il 2030. E il costo complessivo sarà alla fine di circa 5 miliardi di euro.

Un passo essenziale perché l’India è considerata la terza nazione più inquinante, dopo Stati Uniti e Cina. Iniziativa simile, nel 2018, anche nel vicino Pakistan. Lì il progetto ‘Billion Tree Tsunami’ partito nel 2015 e costato circa 140 milioni di euro, sta finalmente attecchendo. Lo dimostra oltre un miliardo di alberi cresciuti negli ultimi quattro anni, 300 milioni dei quali nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa.