Terremoto Amatrice: tre anni dopo, 50mila ancora senza casa

Anniversario del terremoto ad Amatrice, tre anni dopo è tutto come all’inizio. Il Centro Italia dice basta

Domani sarà l’anniversario del terremoto ad Amatrice. Il 24 agosto 2016 alle ore 03:36 c’è stata la prima di una lunga serie di fortissime scosse nel centro Italia. Con epicentro situato lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP) l’INGV ha rilevato un magnitudo di 6.0. C’è stato un susseguirsi di forti scosse durante tutto l’anno, fino ad arrivare a quella più forte. Di magnitudo momento 6.5 con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci, in provincia di Perugia è stata la più rilevante del disastro che ha visto circa milioni di sfollati, 388 feriti e 303 morti.

LEGGI ANCHE: TERREMOTO AMATRICE, TRE ANNI DOPO PARLANO I SINDACI: “FATTO POCO”

TRE ANNI DOPO IL TERREMOTO AD AMATRICE

Domani 24 agosto si celebrerà un terribile anniversario, l’inizio del disastro che ha visto coinvolte numerose famiglie. Il terremoto ha letteralmente polverizzato interi paesini da pochi abitanti. Qualcuno ad oggi li definisce “paesi spettrali”, ma nessuno si arrende o perde la speranza difronte a questo scempio. Lo Stato ha stanziato 6,5 miliardi di euro per riparare i danni apportati ai paesini terremotati. Alcuni di essi sono da rifare completamente da capo. Dopo tre anni, dei 6,5 miliardi teoricamente disponibili fino al 2020 ne sono stati spesi soltanto 200 milioni.

La rabbia del Centro Italia sta nel fatto che nessuno ne parla, passa l’anniversario e la questione torna al suo posto, lì dov’è sempre stata, abbandonata da tutti. I marchigiani non ci stanno: per il ponte Morandi sono stati repentini i progetti di messa a nuovo, lo stesso vale per il terremoto ad Ischia. Perché una tragedia vale più di un’altra? Secondo quale criterio? Sono solo alcune delle domande che i milioni di sfollati ed i loro sindaci si fanno.

Milioni di vittime di ingiustizie e di un Italia troppo impegnata a farsi una guerra interna. Il governo italiano ha fatto entrare in trend i porti chiusi ed ha messo un (ulteriore) macigno sugli sfollati, dimenticati dall’Italia intera. Ancor più grave è il fatto che siano stati abbandonati da chi avrebbe dovuto aiutarli. Intanto che la crisi di governo è venuta a galla, un popolo sovrastato da macerie sta lì ad ascoltare ulteriori menzogne e promesse sul loro conto. Il terremoto è stato solo l’inizio dell’agonia di un popolo ucciso dalla burocrazia italiana.