Terremoto Amatrice, tre anni dopo parlano i sindaci: “Fatto poco”

Anniversario del terremoto ad Amatrice, tre anni dopo non è cambiato niente. Ecco le parole dei sindaci

Domani sarà l’anniversario del terremoto ad Amatrice. Il 24 agosto 2016 alle ore 03:36 c’è stata la prima di una lunga serie di fortissime scosse nel centro Italia. Con epicentro situato lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP) l’INGV ha rilevato un magnitudo di 6.0. C’è stato un susseguirsi di forti scosse durante tutto l’anno, fino ad arrivare a quella più forte. Di magnitudo momento 6.5 con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci, in provincia di Perugia è stata la più rilevante del disastro che ha visto circa 41.000 sfollati, 388 feriti e 303 morti.

Tre anni dopo il terremoto ad Amatrice

Domani 24 agosto 2019 saranno già passati tre anni da quello che è ricordato come l’inizio del disastro. Gli abitanti di Amatrice, come quelli di Arquata del Tronto, Norcia, Preci e tutti i paesini coinvolti nel terremoto sono stanchi. Stanchi di promesse, parole e fatti mai mantenuti. Nulla è cambiato, le macerie sono ancora lì e non tutti gli sfollati sono stati ancora sistemati in abitazioni consone. Oltre al danno anche la beffa: una tragedia che ha visto coinvolte numerose famiglie, in aggiunta al dolore per la perdita della casa o dei familiari, c’è stato lo stato di abbandono. Il governo italiano evidentemente troppo occupato a battibeccare su problemi inesistenti e farsi un’inutile guerra interna, ha lasciato allo sbaraglio le tantissime famiglie del Centro Italia.

Le parole del sindaco di Castelsantangelo sul Nera

Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera: “Aspettiamo, il momento non è dei migliori. Tutti gli italiani lo vedono, i marchigiani se ne rendono conto, aiutare questa gente non è nei programmi. Con la crisi di governo, non eravamo stati inseriti nel programma di governo. I tempi sono diventati biblici, siamo stati dimenticati. Non abbiamo coperture finanziare, non possiamo andare avanti. Sono stati momenti drammatici, a ripensarci fa venire i brividi. Il 2 settembre ripartirà una programmazione, ci auspichiamo sia la volta giusta”.

Le parole del sindaco di Arquata del Tronto

Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata del Tronto: “Ho prima pensato alla mia famiglia. Dovevo mettere in salvo mia nipote di 2 anni. Dopodiché ho avuto una chiamata, mi hanno chiesto di andare a Pescara: c’erano tantissimi morti e ho cominciato a piangere. Non sapevo cosa fare o dire, i morti non potevano essere portati via con alcun mezzo. O ci fanno una legge speciale per l’Italia centrale sui terremoti o andremo a protestare a Roma, questi sono gli accordi con i comuni terremotati. Una volta il ponte di Genova, un’altra volta il terremoto di Ischia e a noi non tocca mai? Finché non si comincia a ricostruire, ce la metteremo tutta, dobbiamo dare sicurezza alle persone che vogliono tornare, anche a lavoro. Se i giovani non hanno lavoro, non tornano. La mobilità è semiparalizzata”.