Accordo 5S-PD? Paragone (e altri pentastellati) dicono no

Continua il dibattito all’interno dei 5S sull’accordo con il PD per il governo. Il senatore Gianluigi Paragone ribadisce il suo dissenso.

Il possibile accordo tra 5 Stelle e PD per risolvere la crisi di governo e ripartire con un nuovo esecutivo agita la base. Ma anche diversi parlamentari del Movimento sono contrari, senza nemmeno nasconderlo troppo. Come il senatore Gianluigi Paragone, ex giornalista e dallo scorso anno in Parlamento.

Intervistato dal ‘Corriere della Sera’, Paragone ha ribadito di essere assolutamente co0ntraria a questa prospettiva: “Nel caso, mi dovrò guardare allo specchio e prendere le mie decisioni e se pioverà aprirò l’ombrello”. Il passato da leghista, come direttore de ‘La Padania’ come giornalista Rai in quota verde, è innegabile. Ma nell’intervista Paragone ha spiegato che nel caso tornerà a fare solo il suo mestiere e non passerà di nuovo con Matteo Salvini.

I motivi del suo rifiuto? Semplici: “Nessuno potrà contare sulla mia disponibilità in caso di un accordo del genere. Non potrei accettare di essere votato dalla Boschi. Se proprio dovessi scegliere un partner di governo cercherei uno spiraglio con la Lega”. La spiegazione è una sola: “Loro, come il Movimento, si sono battuti contro il sistema liberista e finanziario che taglia fuori l’economia reale, le famiglie, le piccole imprese”.

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Lite all’interno del 5S e il PD chiede facce nuove nel governo

Parole che hanno scaldato il dibattito. Così come la condivisione sui social da parte di Paragone del post di Max Bugani, socio di Rousseau che come Davide Casaleggio non vede di buon occhio il PD: “Parole sagge, caro Massimo Bugani”, ha scritto Paragone.

A stretto giro è arrivata la risposta di altri due parlamentari pentastellati. Giuseppe Brescia è tagliente: “I vari Bugani, Paragone potrebbero fare silenzio e rispettare il lavoro che sta facendo Di Maio in questa fase così delicata. Il mandato dell’assemblea è chiaro, rassegnatevi”. E Guia Termini si allinea: “Volete sapere come abbiamo perso 6 milioni di voti? Quando abbiamo imbarcato camaleonti che a poco a poco hanno rivelato il loro vero colore. Anche se su certi, il colore era scritto sul loro curriculum”.

E il PD come si pone? La posizione del partito l’ha ribadita Nicola Zingaretti. Questa mattina ha cancellato ogni possibilità di Conte-bis caldeggiata dai 5 Stelle: “È necessario dare vita ad un governo di svolta. Per il lavoro, la crescita, lo sviluppo, un governo che affronti la situazione politica con un nuovo modello per aprire una nuova stagione”.

Quindi facce almeno in parte nuove: “Abbiamo chiesto un governo in discontinuità con quello che ci ha visto tra gli oppositori”. Posizione ribadita anche da Andrea Marcucci, presidente dei senatori PD che detta anche i tempi: “Ieri con la delegazione M5S abbiamo stabilito un percorso per arrivare ad un accordo di governo serio e responsabile. Il confronto va avanti esattamente nelle modalità stabilite. Siamo convinti che, senza ultimatum e senza veti, riusciremo a dare un governo al Paese”.