L’appello di Ezio Greggio e le critiche a Bolsonaro per l’emergenza in Amazzonia

L’emergenza di un’intera Amazzonia in fiamme sta colpendo, come giusto che sia, tutto il mondo. Milioni sono le iniziative e gli appelli partiti in questi giorni per non far sì che si arrivi ad un punto di non ritorno.

Anche gente dello spettacolo italiana come Ezio Greggio si sono lasciati andare in un appello. Ecco quanto scritto su Twitter dal conduttore: “Se ne sta andando la risorsa di ossigeno fondamentale per la sopravvivenza del pianeta. Bolzonero l’aveva annunciato. Avrebbe disboscato e lo sta facendo. Il punto di non ritorno per salvare il pianeta dal climate change si riduce adesso drasticamente. #amazonrainforestemergency”.

Amazzonia, le parole di Bolsonaro

Jair Bolsonaro, presidente del Brasile, ieri ha spiegato la situazione in un discorso a reti unificate. Ecco quanto dichiarato:  “La foresta dell’Amazzonia è una parte essenziale della nostra storia, del nostro territorio e di ciò che ci fa sentire brasiliani. La protezione della foresta è il nostro dovere: ne siamo coscienti e stiamo agendo per combattere la deforestazione illegale, e qualsiasi altra attività criminale che metta a rischio la nostra Amazzonia”.

Il numero uno del Brasile ha autorizzato anche le forze armate a combattere il potente incendio: “Siamo un governo di tolleranza zero con la criminalità, e nell’area ambientale non sarà differente. Negli anni più caldi, come questo 2019 (gli incendi) avvengono con maggiore frequenza e quelli attuali non sono al di sopra della media degli ultimi 15 anni. Nonostante ciò, non siamo soddisfatti con quello che sta succedendo. D’altra parte, è necessario affrontare queste questioni con serenità”.

Arriva poi una frecciata all’Europa: “Diffondere dati e messaggi senza fondamento dentro e fuori del Brasile non aiuta a risolvere il problema, e serve solo come strumento politico di disinformazione”.

Infine il discorso sulle possibili sanzioni internazionali: “Gli incendi forestali esistono in tutto il mondo e questo non può servire come pretesto per possibili sanzioni internazionali”.

M.D.G