Allarme Ebola, morta una bambina di 9 anni in Uganda

Morta una bambina di 9 anni in Uganda per la diffusione del virus Ebola

Torna il nuovo allarme ‘Ebola‘ in Uganda e nel giro delle ultime settimane si sono avute 4 vittime, l’ultima una bambina di 9 anni. A renderlo noto è stato il ministero della Salute ugandese con un comunicato. I medici avevano diagnosticato alla bimba, durante lo screening al valico di frontiera di Mpondwe, il virus. Era stata dunque isolata e trasferita in un’unità di trattamento del virus.

Lo scoppio dell’epidemia proviene dalla Repubblica Democratica del Congo. Secondo i dati dell’Oms, ad un anno dallo scoppio dell’epidemia di ebola, 1 agosto 2018, ci sono stati piu’ di 2.600 casi confermati. Di questi, oltre 1.800 sono morti nelle province di Ituri e del Nord Kivu. Se la situazione dovesse aggravarsi, così come lo scorso anno, verrebbe dichiarata “emergenza sanitaria pubblica di portata internazionale”.

Malattia dal virus Ebola, ecco da cosa è scatenata

La malattia da virus Ebola , precedentemente conosciuta come febbre emorragica Ebola, è una malattia degli esseri umani e di altri primati causata dal virus Ebola (virus RNA a filamento singolo). I sintomi della malattia iniziano da due giorni a tre settimane dopo aver contratto il virus, con febbre, mal di gola, dolori muscolari, cefalea e orecchie tappate. A questi primi sintomi fanno in genere seguito nausea, vomito, e diarrea, unitamente a segni di alterazione della funzionalità epatica e renale. In questa fase della malattia, alcune persone possono cominciare a presentare emorragie che si possono manifestare verso l’esterno (emorragie esterne) oppure interessare alcune cavità corporee (emorragie interne). Il rischio di morte tra le persone infette è estremamente alto.

Il virus può essere acquisito entrando a contatto con sangue o fluidi corporei di un animale infetto (comunemente le scimmie o pipistrelli della frutta). Ad oggi non pare possibile che possa esistere un contagio tra animali ed uomo attraverso l’aria, in un ambiente naturale. Le volpi volanti sono ritenute in grado di trasportare e diffondere il virus senza esserne colpite, ovvero senza sviluppare la malattia.

Una volta che si sia verificata l’infezione umana, la malattia può diffondersi attraverso gli esseri umani. Coloro che sopravvivono alla malattia possono essere in grado di trasmettere il virus attraverso lo sperma per quasi due mesi.

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M.D.G