Paragone si lega alla poltrona, nessuna dimissione dopo il Sì di Rousseau

Incredibile dietrofront di Gianluigi Paragone, l’esponente del M5S aveva annunciato le dimissioni in caso di vittoria del Sì, ma adesso si tira indietro

Tanto rumore per nulla. Dopo una lunga propaganda contro la nascita di un governo tra MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico, Gianluigi Paragone ci ripensa e torna a schierarsi dalla parte del proprio partito. C’è chi storce il naso e chi invece vede l’ennesimo politico legato alla poltrona, fatto sta che ha dell’incredibile il dietro front dell’esponente pentastellato.

Doveva essere il Governo del cambiamento, ed invece in Italia molte cose non cambiano mai. L’ex conduttore di La7, si era fatto sentire per tutta la settimana con commenti aspri nei confronti dell’alleanza giallorossa. Ma oggi torna sui suoi passi, riservando parole al miele per il nuovo Governo, affermando: “Oggi una splendida comunità ha indicato una direzione politica chiara. Ho giocato la mia partita senza risparmiarmi, convinto di tesi anti-sistema e consolidate nel MoVimento. Nel rispetto di questa comunità – che resta la mia comunità e che mi ha mandato in parlamento – deciderò di conseguenza. La mia forte criticità resta intatta ma tutte le volte che ho perso non ho mai portato via il pallone impedendo agli altri di giocare. Ne parlerò con Luigi e col mio capogruppo in Senato“.

Il politico ha poi concluso dichiarando: “Intanto grazie a tutti gli attivisti per la partecipazione incredibile e un abbraccio forte allo staff di Rousseau per averci concesso di scrivere questa pagina di partecipazione. Come voleva Gianroberto Casaleggio“.

Paragone, arriva la risposta degli oppositori

Sulla terribile caduta di stile del politico pentastellato, sono intervenuti vari politici di destra. Il primo a parlare è stato Francesco Giro di Forza Italia. Giro ha infatti commentato: “Il mio vivace collega senatore Gianluigi Paragone non doveva dimettersi da parlamentare e tornare a fare il giornalista in caso di nascita del governo giallorosso? Mi pare ci abbia ripensato“.

L’esponente di Forza Italia ha poi continuato affermando: “Allora prima di accusare il Pd, Forza Italia e Gianni Letta e chissà chi altro di strani manovre e di esser legati alla poltrona si faccia un bel esame di coscienza – attacca Giro -Parlare meno e ragionare di più !“. Giro ha poi concluso il suo attaccatto asserendo: “Ora Paragone, che grazie all’irritazione del buon Vasco Risso ha lucrato un po’ di visibilità perduta. Sta facendo una clamorosa retromarcia a U ammantando il suo ragionamento di tanti buoni sentimenti da libro cuore sui 5 Stelle – conclude – Vabbè. Onestà e Serietà“.

L.P.

Per rimanere sempre aggiornato sulle notizie di Politica Italiana, CLICCA QUI !