Cannabis, Di Maio: “Liberalizzazione? In futuro potremmo aggiornare il contratto”

Cannabis light, possibile futuro dietrofront politico. Lo riferisce Luigi Di Maio: “Non è nel contratto attuale, ma in futuro nulla vieta di aggiornarlo”.

Cannabis light, non è da escludere un futuro dietrofront politico. A riferirlo è direttamente Luigi Di Maio, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Il leader del Movimento 5 stelle si è infatti espresso così in merito: “Quella legge io l’avevo sottoscritta nella scorsa legislatura, è una buona proposta. Ora siamo un governo che si fonda su un contratto e ripartiamo da qui: portiamo prima a casa gli obiettivi, poi nulla vieta in futuro di aggiornare l’attuale vincolo”. 

Cannabis, il parere di Di Maio e Salvini

Nel caso il cui ci fosse un effettiva, futura, modifica, la norma renderebbe legale l’autoproduzione fino a 3 piantine a testa, la produzione collettiva con associazione di massimo 30 persone e la detenzione di piccole quantità. Ma non è per niente convinto l’ex vice premier Matteo Salvini, ospite ieri a Tg2 Italia: “E’ il male per i nostri giovani. La Lega si è battuta e ha presentato un progetto di legge per diminuire la quantità di droga, per la quale si può essere fermati e messi in carcere come misura cautelare”. 

Va ricordato che lo scorso luglio il tema era finito in Parlamento per la prima volta, su proposta di un gruppo dell’aula, capitanato da Benedetto Della Vedova, che raccolse 290 firme. Ma l’esito fu negativo: no all’uso personale e ricreativo, eccezione solo ai fini teraupetici.

 

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