Alain Satti: il figlio di Bobby Solo e il dramma della droga

Chi è Alain Satti, il figlio di Bobby Solo: oggi va l’allevatore e si occupa di pet therapy, ma ha vissuto il dramma della droga.

Classe 1968, Alain Satti è il figlio primogenito del cantante Bobby Solo. L’Elvis italiano è stato sposato tra il 1967 e il 1991 con Sophie Teckel, ballerina francese. Dal loro matrimonio sono nati Alain (n. 1968), Chantal (n. 1971), Muriel (n. 1975). Il primogenito del cantante è ora un noto allevatore di cani e ha un’associazione dal nome “Vita da Cani”. L’associazione, spiega sul proprio sito, nasce “con l’obiettivo di approfondire le tematiche inerenti la relazione uomo-animale come strumento di supporto a persone diversamente abili”.

Dalla dipendenza dalla droga alla nuova vita di Alain Satti

Ma nel passato del figlio di Bobby Solo c’è il dramma della droga, da lui stesso raccontato qualche anno fa. Fondamentale fu per lui l’incontro con Vincenzo Muccioli, il fondatore della comunità di recupero per tossicodipendenti  di San Patrignano, vicino Rimini. Il primo impatto con la droga a 15 anni, quando Alain Satti, come tanti altri ragazzi della sua età inizia a fumare spinelli. A 18 anni parte per il servizio militare e a Gaeta prima e a L’Aquila poi.

Qui fa gli incontri che gli hanno cambiato la vita con alcuni commilitoni che fanno uso di sostanze stupefacenti. Il figlio di Bobby Solo inizia dunque a fare uso di droghe pesanti durante il servizio militare. La sua è una vicenda simile a molte altre di ragazzi della sua generazione. Una generazione che è diventata maggiorenne tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta. Nel 1987, il padre di Alain Satti decide di affrontarlo: lo spinge a incontrare il giornalista Red Ronnie e attraverso lui conoscere Vincenzo Muccioli. Decide di entrare in comunità e qui inizia anche un altro tipo di percorso di crescita. Si occupa dell’organizzazione degli spettacoli nei quali si esibivano cantanti come Edoardo Bennato, Fiorella Mannoia e lo stesso Bobby Solo. Curava la rassegna stampa della comunità e teneva i rapporti con i giornalisti in visita. Da quell’esperienza, insomma, Alain Satti ne esce che è un uomo nuovo.