Bruce Lee: una morte legata a fatalità o fu assassinato? A quasi cinquant’anni da quel tragico evento la verità non è mai stata raccontata.

Bruce Lee: una morte improvvisa e mai veramente chiarita, anche oggi che sono già passati 46 anni. Così attorno alla fine dell’attore e campione di arti marziali nato a San Francisco e cresciuto a Hong Kong sono fiorite nel tempo molte leggende. Una verità che nemmeno ‘Dragon – La storia di Bruce Lee’, in onda questa sera alle 21.15 su Italia 1 non ha aiutato a chiarire.

Partiamo dai fatti certi. Bruce Lee aveva finito da poco di girare il suo ennesimo film, ‘I tre dell’Operazione Drago‘,anche se non riuscì mai a vederlo completato. Quel 20 luglio del 1973, era stato a casa dell’attrice Betty Ting-pei accompagnato dal produttore Raymond Chow per parlare di lavoro. In cantiere c’era un nuovo film, ‘L’ultimo combattimento di Chen’, che in realtà non vedrà mai la luce.

Ma Bruce non stava bene. Aveva forti dolori dappertutto e così chiese alla collega se non avesse qualcosa in casa per farglieli passare. Betty cercò un farmaco contro l’emicrania e puntò sull’Equasegic, un farmaco molto potente  a base di aspirina. Il tempo di prenderlo, berci qualxcosa sopra e Bruce Lee si addormentò, per non svegliarsi più Quando chi era in casa con lui se ne accorse allertò subito i soccorsi. La corsa in ospedale, i tentativi di rianimarlo, ma tutto inutile. L’attore era già in coma cerebrale e qualche ora dopo venne dichiarata anche la sua morte.

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Bruce Lee, tutte le leggende sulla sua morte

Da allora ad oggi sono state moltissime le leggende sulla morte di Bruce Lee. Diffcile immagine che un lottatore come lui potesse arrendersi così solo per una pastiglia di analgesico. Difficile anche pensare ad una reazione allergica che non è mai stata dimostrata dall’autopsia successiva.

Così le ipotesi sulla tragica fine del campione di arti marziali prestato al cinema sono fiorite. Qualcuno ha parlato di abuso di droghe, intese all’epoca come steroidi, per essere sempre allenato e in piena forma quando doveva girare i suoi film. Ma non c’è nessuna prova per dimostrarlo.

Piuttosto suo figlio Brandon, morto anche lui giovane e in circostanze tragiche, aveva svelato un’altra novità. Diversi medici avevano consuigliato a Bruce di prendersi un periodo di riposo dopo aver terminato le riprese del suo ultimo film, Un consiglio che lui non ascoltò mai anche se qualche segnale era arrivato.  Un paio di mesi prima della sua morte, mentre era impegnato nel doppiaggio, venne colpito da un attacco di febbre alta, vomito e convulsioni. In ospedale gli venne diagnosticato un edema cerebrale.

Quella volta comunque venne salvato dal dottor Wu che era anche presente durante l’autopsia. In un primo tempo avrebbe detto che si era trattato di una reazione dopo aver fumato cannabis. In realtà successivamente cambiò versione, conferemando che nel suo corpo erano state trovare solo tracce di quel farmaco. E così la leggenda continua, anche sulla morte.