Milano, stomaco asportato per errore: chirurghi a processo

A Milano lo stomaco di una donna è stato asportato per errore, i chirurghi a processo

Diagnosi di tumore maligno nel 2016 per una donna di 53 anni e conseguente operazione. Tutto normale direte, sennonché è stato tutto un errore. La donna, infatti, non aveva un tumore e l’asportazione dello stomaco le ha causato una malattia certamente o probabilmente insanabile come dichiarato dalla Procura di Monza. Sono finiti a processo due chirurghi dell’Irccs Multimedica di Sesto San Giovanni.

Il pubblico ministero di Monza ha disposto, la citazione diretta a giudizio per lesioni colpose gravissime di due medici. Questi in qualità di “primo” e “secondo” chirurgo all’epoca. La Multimedica spa è stata citata nel dibattimento come responsabile civile dal legale della donna.

Stomaco asportato per errore, le colpe imputate ai medici

L’avvocato della difesa Cioppa ha evidenziato: “insieme all’inaudita gravità del comportamento negligente ed imperito mantenuto dagli imputati, l’incomprensibile ed inaccettabile indifferenza mostrata sia da questi, sia soprattutto dalla struttura sanitaria in cui questi operavano ed operano, nei confronti delle sorti della paziente e delle immani sofferenze a lei inferte”.

Secondo l’imputazione invece, la 53enne, che dopo la gastrectomia totale del 4 aprile 2016, non riuscì più ad avere una vita normale firmò il “consenso informato” a quell’asportazione per una “diagnosi di tumore maligno dello stomaco rivelatasi totalmente sbagliata e priva di qualsiasi riscontro”.

I due medici, “componenti l’equipe che ha prescritto, programmato, gestito ed effettuato l’intervento”, tra le altre cose, come scrive il pm, hanno “interpretato in maniera completamente errata la Egds (esofago-gastro-duodenoscopia, ndr) e la Tac addominale del 31 marzo 2016”. Formulando, così, un’errata diagnosi di carcinoma gastrico senza attendere l’esito delle biopsie eseguite. Assenza di esiti di cui non hanno informato, sempre secondo l’accusa, la donna. Non le avrebbero spiegato neanche le ragioni della scelta di eseguire un’asportazione totale rispetto alla possibilità di un’asportazione parziale dell’organo. In più, sempre come ricostruito dal pm, nel corso dell’intervento non hanno eseguito biopsie per acquisire ulteriori elementi di valutazione. Non hanno nemmeno rispettato le linee guida in materia che impongono, ove possibile, di privilegiare un’asportazione parziale.

Leggi anche—> ANDRIA, MUORE ACCOLTELLATO DOPO UNA LITE PER UNA PRECEDENZA

M.D.G